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Di Francesco, il Sassuolo e quei sogni d’Europa

Di Francesco, il Sassuolo e quei sogni d’Europa

Il tecnico: «L’obiettivo resta la salvezza ma proviamo a restare in zona Coppe In futuro mi vedo su una panchina straniera, per ora sto imparando l’inglese...»

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SASSUOLO. Parla a margine della ‘Partita della Stella’ e in una intervista a Uefa.com, e lo fa a tutto campo. Eusebio Di Francesco si regala una fine d’anno legata alla solidarietà e ne approfitta per fare il punto sull’annata neroverde e sul mercato che sta arrivando e che, inevitabilmente, creerà qualche turbolenza in casa Sassuolo. Il tecnico abruzzese, tornato dalle vacanze a Pescara e già rituffato in pieno nel lavoro, ha il mirino puntato sulla gara dell’Epifania contro il Frosinone.

Io e… il Sassuolo «Il mio rapporto col Sassuolo parte da lontano, dall’esaltante stagione in serie B e da quelle in A. Altalenante la prima, ma ora questo progetto sta diventando sempre più saldo. L’Europa a fine campionato? Sarebbe un sogno per tutti, per me, per la squadra, per la società. Ma l’obiettivo resta la salvezza».

Io e… Berardi «Domenico è un grandissimo giocatore e sono contento di allenarlo, ma sono anche contento che la squadra si sia mossa bene anche senza di lui, dimostrando di non essere ‘Berardi dipendente’. Lui, comunque, ha un grande futuro e può diventare l’emblema del calcio italiano. Dipende però da lui. A volte mi fa un po’ arrabbiare, ma so che può dare tantissimo. Lui in Premier? So che a Londra ci è andato in vacanza, ma fino a fine stagione resta con noi».

Io e… il mercato «Non abbiamo ancora parlato di questo in società, ma spero che se ne parli il meno possibile sia perché non vogliamo toccare troppo la rosa, sia perché spero che i ragazzi rimangano tranquilli e non seguano queste voci. E poi io non mi occupo di mercato, alleno. Floccari e Floro Flores, ad esempio, hanno delle richieste ma sono giocatori che per me sono importanti e sanno mettersi in discussione. Ma naturalmente valuteremo anche la volontà di chi desidera avere maggiore continuità: per il momento comunque non mi hanno detto nulla. Sergio al momento sta facendo molto bene, tante squadre hanno bisogno di atleti come lui, ma anche noi ne abbiamo bisogno… Eder e Paloschi? Sono ottimi giocatori senza dubbio, ma a gennaio è sempre difficile cambiare in meglio. Anche di Lo Celso ne ho sentito parlare, può essere un profilo interessante, ma ora come ora abbiamo altro a cui pensare».

Io e… i colleghi «Essere paragonato a Zeman per me è un onore: ho cercato di rubare qualcosa da tutti gli allenatori che ho avuto, da lui di più. All’estero stimo Guardiola, che ha saputo portare il suo modello di calcio in Germania, e sono curioso di vedere come lavora Klopp. In Italia apprezzo molto Maurizio Sarri che negli anni ha saputo crescere e sta raggiungendo grandi obiettivi. Mi piace molto anche Paulo Sousa e poi spendo una parola per Marco Giampaolo che a Empoli ha dimostrato di non essere affatto un allenatore finito».

Io e… il futuro «Sto benissimo a Sassuolo, ma è vero che sono ambizioso. Al momento mi vedo ancora a lavorare in Italia, ma in futuro mi piacerebbe anche fare un’esperienza all’estero in Inghilterra, in Spagna o in Germania. Per ora sto imparando l’inglese anche se è difficile farlo dopo i quarant’anni…».

 

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