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Gregorio Paltrinieri: «Il 2016? Vorrei fosse un anno d’oro per tutti»

di Serena Arbizzi
Gregorio Paltrinieri: «Il 2016? Vorrei fosse un anno d’oro per tutti»

Gli auguri a tutti gli spportivi e ai modenesi dal campione di nuoto di Carpi, la speranza numero uno per le prossime olimpiadi di Rio. «Spero che tutti raccolgano i frutti degli sforzi fatti, vale anche per me alle Olimpiadi di Rio»

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CARPI. Primatista fuori e dentro la vasca. È stato un anno d’oro per il nuotatore carpigiano Gregorio Paltrinieri quello che si appena concluso e, nel 2016 da poco iniziato potrebbe coronarsi un sogno che, se realizzato, lo consacrerebbe ulteriormente sulla vetta del mondo sportivo il fuoriclasse 21enne.

Greg ha conquistato la medaglia d’oro nei 1500 stile libero ai Mondiali di Kazan, lo scorso 9 agosto.

L’atleta carpigiano ha chiuso con un tempo di 14’39”67 stabilendo un record europeo: con lui è la prima volta che l’Italia vince un oro mondiale in questa specialità.

Gregorio Paltrinieri si è confermato stella di prima grandezza portando a casa la medaglia d'oro nella finale dei 1500 stile libero maschili agli Europei in vasca corta di Netanya, stabilendo il nuovo record del mondo.

L'atleta delle Fiamme Oro ha chiuso infatti la sua lunga gara di testa con il crono di 14'08"06. E questi momenti rimarranno scolpiti per sempre nel cuore dell’atleta, in vista di un’altra tappa fondamentale, decisiva, per la carriera di “Greg”: le Olimpiadi di Rio 2016.

Nonostante questi obiettivi ambiziosi, questo campione “della porta accanto”, come viene più volte definito per il suo carattere affabile e per non essersi montato la testa, non ha dimenticato le sue radici. Quando può corre a casa dai suoi genitori, Luca e Lorena e dalla sua fidanzata Letizia Ruoli. Proprio a casa di Letizia, Greg ha brindato con un gruppo di amici all’arrivo del nuovo anno.

E, per la Gazzetta di Modena, si lascia andare ai ricordi di questi ultimi dodici mesi passati per il mondo, a vincere.

Qual è stato il momento più bello ed intenso per Gregorio Paltrinieri durante il 2015 appena trascorso?

«Senza dubbio il momento più bello, che coincide anche con il momento più emozionante, è stato a Kazan. Quando ho conquistato la medaglia d’oro nella finale dei 1500 metri stile libero. Non nego che sia stata una grandissima soddisfazione tagliare il traguardo dei record, ma calcare il podio trasmette una sensazione impagabile. Un po’ come sentire che stai diventando da adolescente, un adulto. E avvertire nettamente che tutti i tuoi sforzi sono ripagati con una gioia che ti dà mille volte tanto rispetto a tutta l’energia, la disciplina e il rigore, necessari per riuscire. Sì, ero proprio contento...

Al proposito, non ti pesa la cosiddetta “solitudine del nuotatore” e i sacrifici indispensabili per diventare campioni del mondo, come macinare almeno una ventina di chilometri al giorno, bracciata dopo bracciata, in una costante sfida con se stessi?

«Fa parte del pacchetto. Tutto ciò che si dice sugli sportivi che si vogliono mantenere in forma è vero a partire dalla corretta alimentazione e l’andare a letto presto. Io mi sono sempre allenato al massimo delle mie possibilità. Già da piccolo volevo provare ad arrivare a livelli alti. Sono stato fortunato nel capire sin da giovanissimo che avevo la passione del nuoto, che ho provato a portare avanti fino ad oggi».

Se a Kazan hai vissuto il momento di maggiore gioia del 2015, qual è stato, invece, il momento più brutto?

«Beh, forse l’attimo più brutto l’ho vissuto dieci minuti prima del momento più bello. Sempre a Kazan. Quando non ho visto Sun Yang, all’ultimo secondo, una manciata di istanti prima della gara. Quel fatto mi ha destabilizzato: avevo incentrato buona parte della mia preparazione sul testa a testa contro quest’avversario e, improvvisamente, la sua assenza mi era piombata addosso in modo più pesante della sua presenza. Mi sono sentito spiazzato e mi sono agitato di più».

Tu continui a tenere la tua città come “casa”, come luogo in cui ritorni per le vacanze. Cosa ti manca quando sei lontano da Carpi?

«Naturalmente i miei genitori e la mia fidanzata, che mi stanno molto vicini anche “a distanza”, quando sono fuori Carpi. E anche la possibilità di prendere la vita un po’ più alla leggera, senza bisogno di stare attento a tutto come invece, giustamente, devo fare quando mi aspettano degli appuntamenti importanti».

Quando ritorni alla “corte dei Pio” ti alleni spesso alla nuova piscina comunale, inaugurata lo scorso 20 settembre. Come ti trovi in questo impianto?

«Mi trovo benissimo e quando sono in città colgo spesso l’occasione per allenarmi qui. Anche quando non mi trovo a Ostia, infatti, gli allenamenti continuano e nell’impianto Campedelli riesco a farlo molto bene con la vasca agonistica di 190 centimetri di profondità che si rivela molto scorrevole. Quand’ero bambino mio padre mi portava a Novellara in piscina, nell’impianto dove lavora ed è lì che ho capito che il nuoto sarebbe stato la mia strada. La mia città si merita quest’impianto nuovo. Oltretutto, è anche molto vicino a casa mia. Anche se lo raggiungo in macchina, non in bici o a piedi, perché di solito dopo gli allenamenti sono stanco».

Sei reduce dai collegiali a Livorno. Cosa ti aspetta in questo 2016 oltre, naturalmente, ad uno degli appuntamenti cruciali della tua carriera, le Olimpiadi di Rio, per le quali ti sei qualificato, insieme a Federica Pellegrini, laureandoti campione mondiale a Kazan?

«Inizio subito con degli appuntamenti importanti. Innanzitutto a febbraio e a giugno avrò due alture, che richiederanno un mese di impegno, poi ci saranno i campionati italiani in aprile, gli europei in maggio. Questo senza dimenticare che la preparazione per le Olimpiadi è già iniziata dallo scorso settembre».

Olimpiadi che si svolgeranno “in notturna”: hai già adattato l’orario in cui scendi in vasca all’ora in cui gareggerai a Rio?

«Ogni tanto provo a nuotare un po’ più tardi rispetto all’orario abituale, ma quello sarà un aspetto che credo definiremo direttamente a Rio. Per ora non è necessario volgere anche questa abitudine».

Quanto tempo prima partirai per “scaldarti” per le Olimpiadi?

«Ci trasferiremo a Rio almeno un mese prima».

Al di là del nuoto hai messo in campo una nuova sfida fuori dalla vasca: nel 2015 ti sei iscritto all’università…

«Sì, ho scelto la facoltà di Scienze politiche e relazioni internazionali alla Link Campus University di Roma. C’era la possibilità di frequentare le lezioni anche in inglese ma ho scelto l’italiano. Quest’anno la vedo dura portare avanti assiduamente anche quest’impegno, ma di certo rimane uno degli obiettivi».

Il presidente del consiglio, Matteo Renzi, durante la visita alla piscina di Carpi, un paio di giorni prima dell’inaugurazione, ti ha salutato con un bel “Greg, sei ganzo”. Hai avuto modo di incontrarlo ancora?

Sì, durante la consegna dei “collari d’oro”. E rimango sempre colpito da quanto sia informato sullo sport e del numero di volte in cui ritwitti i nostri risultati».

Cosa auguri ai modenesi che ti hanno seguito e che continueranno a farlo anche in vista della “missione” Rio 2016?

«Che sia un anno ricco di soddisfazioni, di felicità, e che si possano raccogliere i frutti degli sforzi fatti durante l’anno precedente. La stessa cosa che auguro a me, anche in vista di un traguardo così importante come le Olimpiadi di Rio».

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