I “gitani” della Massese, senza campo ma secondi in classifica
La Massese ricorderà per tanto tempo il suo 2015, un anno favoloso. Innanzitutto la promozione in Prima Categoria, poi l’attuale secondo posto a quota 30 punti, frutto di 9 vittorie su 15 gare. Un...
La Massese ricorderà per tanto tempo il suo 2015, un anno favoloso. Innanzitutto la promozione in Prima Categoria, poi l’attuale secondo posto a quota 30 punti, frutto di 9 vittorie su 15 gare. Un risultato straordinario se si pensa che la società della Bassa, ad inizio stagione, dichiarava di pensare solo alla salvezza. Ora la Massese può sognare, con una formazione giovane, ma all’interno della quale i giocatori più esperti portano qualità ed esperienza. Questi successi sono ancora più importanti se si pensa che la Massese da quattro anni non gioca in casa, ovvero nello stadio comunale Ivano Bombarda di Massa Finalese, ancora inagibile dopo il terremoto. In questa stagione il terreno di gioco è stato attaccato anche da un fungo che lo ha reso impraticabile, con il trasferimento sul campo sintetico dello Junior Finale, realizzato da Centro Sportivo Italiano, ma sono ancora tantissimi i lavori di ristrutturazione da realizzare, come racconta Antonio Molinari, il dirigente di punta del club rossonero.
«I lavori non sono ancora terminati e tutte le squadre della Massese devono giocare presso altri impianti sportivi, con costi d’affitto non indifferenti. Dobbiamo, però, ringraziare chi ci ha messo a disposizione le proprie strutture. Oggi lo stadio di Massa è ancora privo della copertura della tribuna e mancano i lavori di adeguamento, nonostante siano stati stanziati 100mila euro. La burocrazie è lenta, nonostante le attività non si possono fermare. È chiaro che se per il prossimo anno la struttura non sarà ultimata, dovremo spiegare le cause che possono determinare il cessare delle attività sportive. Qualcuno dovrà dare adeguate spiegazioni, quando certe priorità sociali indispensabili subiscono ingiustificati ritardi».
Francesco Cottafava
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