Aning non potrà confermarsi tra i bomber: out 4 mesi per squalifica
«La vittoria nella classifica dei goleador mi esalta, ma l’espulsione fino ad aprile non l’accetto»
Peter Aning, ghanese classe ’89 arrivato in Italia da ragazzino nel 2001, cresciuto nel Valsa ed ex anche di Sala Bolognese, Unione e, per una sola stagione, Virtus Castelfranco, è colto quasi di sorpresa all’annuncio di essere il cannoniere “modenese” dell’anno solare.
«Chiaramente è una bella soddisfazione - commenta - perché per un attaccante fare gol è sempre importante e perché con le mie tante reti nel primo semestre ho aiutato la Castellettese a conquistare una classifica a cui non era mai arrivata. Perché invece nel Maranello “solo” 7 gol? Da un lato quest’anno il girone D di Prima mi sembra molto più competitivo, dall’altro io nelle fasi di andata ho sempre fatto fatica, mentre magari nel ritorno mi sono trovato a segnare a valanga. Aspettavo anche quest’anno la fase discendente della stagione per ripetermi, ma…».
Già, “ma” in questa stagione c’è un grosso intoppo che renderà assai difficile ad Aning gareggiare per conquistare il titolo di bomber anche nel 2016: una squalifica sino al 13 aprile per ave colpito con alcuni “lievi calci” l’arbitro (Zarba di Finale Emilia, ndr) dopo la sua espulsione per doppia ammonizione contro il Calcara. Un episodio riguardo al quale la voce di Aning si incrina ancora dall’emozione, e la sua autodifesa è accorata.
«L’unico errore che ho commesso - dice l’attaccante - è stato meritarmi il primo giallo per proteste. Il secondo e quanto accaduto dopo non me li spiego neanche ora, ma non ho vergogna a dire che quando ho letto della squalifica di quattro mesi mi sono messo a piangere. In sette anni non sono mai stato espulso direttamente e una sola volta per doppia ammonizione, e anche in quanto atleta di colore sono sempre stato attento, per evitare situazioni spiacevoli, a rispettare gli arbitri. In ogni caso, dopo la mia espulsione c’erano almeno sette persone attorno all’arbitro e io ero il più distante, non gli ho sferrato alcun “calcetto” ed ho testimoni anche della squadra avversaria. La società ha fatto ricorso, mi aspetto di ottenere almeno in parte giustizia altrimenti sono pronto a denunciare quell’arbitro, perché dichiarando il falso ha compromesso la stagione sia mia che del Maranello». (momo)
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