Gazzetta di Modena

Sport

scaraventa la palla in rete con un ritmo impressionante

Turci, il Luca Toni della Seconda

Segna ogni 56 minuti e si è ritrovato a fare la punta quasi per caso

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Tommaso Turci, classe ’90 uscito dalla Berretti del Sassuolo e passato poi per Solierese, Fiorano e Persicetana prima di diventare, dopo un anno di inattività causa Erasmus universitario, il capitano della Rosselli Mutina protagonista della storica doppia promozione consecutiva, per una sola lunghezza non è il superbomber del 2015, ma non vi è dubbio che limitatamente al periodo da settembre a dicembre non abbia conosciuto rivali. I suoi 19 gol in sole 12 partite in Seconda col Ganaceto (saltò per impegni di studio/lavoro proprio quella contro la rivale per la promozione United Carpi) fanno una media incredibile di una rete ogni 56’ (e senza calciare rigori!).

«È una stagione straordinaria - commenta l’attaccante - perché sembra proprio che ogni volta che mi arriva una palla buona la sbatto dentro. È vero che in Seconda posso far valere le mie prestanti qualità fisiche, perché quando salto di testa mi sento un po’ Mandzukic che sovrasta l’avversario, ma chissà come sarebbe andata se anche alla Rosselli avessi giocato da punta…».

Già, perché il caso di Tommaso è anche quello di un curioso…balletto di ruoli. «Sono sempre stato centrocampista - ricorda - fu il compianto Guido Soncini due stagioni fa il primo a vedermi come attaccante. Davanti alla sua proposta ero perplesso, ma lui mi disse che avevo le caratteristiche per farlo e in effetti alla fine segnai 16 gol. L’anno scorso mi dissero che con le mie qualità ero sprecato a fare la prima punta, e giocai da trequartista. Io come mi sento? Ormai un centravanti, basti dire che il mio idolo è Luca Toni. Sono convinto di avere ancora margini di miglioramento in questo ruolo, ma intanto sta andando a meraviglia, anche grazie al supporto di una squadra che, sono convinto, giocasse in Prima potrebbe arrivare tra le prime cinque».

Dopo l’anno di studi all’estero, la scelta di giocare vicino a casa, alla Rosselli appunto, rinunciando al “sogno” di essere prima di tutto calciatore. Rimpianti? «Per quella scelta no; studio giornalismo e mi occupo di sport perché lo sport mi piace moltissimo raccontarlo. Certo, se mi avessero provato come prima punta ai tempi della Berretti del Sassuolo chissà magari come sarebbe finita». (momo)

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