Inter, via all’operazione titolo d’inverno
Nerazzurri concreti anche se in attacco manca qualcosa. Il Liverpool sulle tracce di Ranocchia, stallo dal mercato in entrata
MILANO. L'Inter continua la marcia verso lo scudetto ed ora, a separare i nerazzurri dal titolo di campione d'inverno, c'è solo il Sassuolo domenica nel match dell’ora di pranzo. Un traguardo di poca importanza per Roberto Mancini, ma è di sicuro buono auspicio visto che nelle ultime dieci stagioni chi ha chiuso al primo posto il girone d'andata ha poi vinto lo scudetto.
Il gioco dell'Inter continua a non entusiasmare e anche il tecnico ora chiede maggiore qualità, ma quello che conta sono i gol di Icardi tornato a segnare come lo scorso anno dopo un inizio stagione molto sofferto. La partita contro l'Empoli di mercoledì è stata un crocevia importante per la stagione dell'Inter. In un campo difficile, contro una delle formazioni rivelazione del campionato, la squadra di Mancini è tornata alla vittoria e dimostrato di saper anche soffrire. Uscire indenni dal Castellani non era facile, la fortuna ha un po’ aiutato i nerazzurri ad esempio sull'episodio del rigore su Meggiorini.
Mancini fa bene a rimanere freddo e distaccato senza farsi coinvolgere dall'esaltazione dell'ambiente. La classifica è ancora corta: Napoli, Fiorentina e Juventus riescono a tenere il passo dell'Inter. Solo la Roma non ha la stessa continuità. Con il ritrovato Icardi, ora Mancini ha il finalizzatore che gli mancava. Ma resta ancora da risolvere la difficile convivenza con Jovetic. Il montenegrino è rimasto in panchina al Castellani e non ha potuto riscattarsi dalla pessima prestazione contro la Lazio. La mancanza di feeling tra i due attaccanti è un problema per una squadra che punta allo scudetto. Non a caso il reparto offensivo continua a non convincere. Il nono 1-0 è sintomo sì di continuità, ma anche di poca qualità davanti. La difesa non ha incassato gol per la dodicesima volta su diciotto giornate, grazie soprattutto ad Handanovic, ma le partite vanno chiuse prima. Mancini dovrà lavorare su questo aspetto, già con il Sassuolo domenica a San Siro.
Dal mercato non arriveranno top player, quindi il tecnico dovrà ottenere il massimo dai giocatori già in rosa. Il ds Ausilio, infatti, si sta concentrando sulle operazioni in uscita. Ci sono voci di interessamento del Liverpool pronto ad offrire ben 9 milioni di euro per Ranocchia, ma il difensore preferirebbe restare in Italia e tiene aperte le alternative Bologna, Sassuolo, Torino e Roma. Liverpool però rappresenta una delle piazze più ambite per chi vuole tentare l’avventura Premier, per cui mai dire mai.
Potrebbe partire anche Guarin che piace al Fenerbahce ed è ormai ai margini del progetto di Mancini come dimostra l'ennesima panchina collezionata a Empoli. È stallo invece per il mercato in entrata. Il presidente dell'Olympique Marsiglia ha escluso una cessione di Diarrà, l'operazione di Calleri potrebbe sfumare per complicazioni finanziarie e l'arrivo di Eder, come quello di Lavezzi, sarebbe per ora posticipato a giugno. Due attaccanti che potrebbero dare vivacità e risolvere qualche problema a livello offensivo ma che mai come ora sembrano lontani dalla Pinetina. Mancini, però, ha sottolineato che «la coperta è corta», nonostante la rosa dell'Inter sia di 28 giocatori. Forse un messaggio alla società per dire che mancano uno o due elementi di qualità, in grado di cambiare gli equilibri e far vincere lo scudetto.
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