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Calciatore della Pieve Nonantola picchiato a Cento

Calciatore della Pieve Nonantola picchiato a Cento

Vincenzo Di Maria, era in tribuna: «Offese per 90’, poi la sigaretta lanciata e i pugni al volto»

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CENTO. Vincenzo Di Maria era infortunato, ma ha deciso di seguire La Pieve anche nella trasferta di Cento dove ha visto la gara tra i genitori dei compagni. Ma la sua partita è proseguita fino a tarda sera al Policlinico di Modena dove è stato visitato e refertato. Alla fine la prognosi parla di un taglio sotto il labbro, un sopracciglio tumefatto, un occhio nero, gamba e caviglia gonfie. Tutta colpa della vile aggressione che il calciatore ha subito ad opera di un tifoso centese non ancora identificato, neppure dopo l’intervento dei carabinieri e nonostante le sollecitazioni ai dirigenti di casa con cui il picchiatore ha dato la sensazione di essere in confidenza.

Ma ecco la cronaca di un pomeriggio di ordinaria follia, raccontata dalla vittima. «Ero in tribuna e quell’uomo ha offeso per tutta la gara sia l’arbitro che i nostri tifosi. All’ennesimo insulto uno di loro gli ha detto di smetterla, lui ci ha mandato a quel paese e zittiti in modo poco ortodosso. La mia colpa? Quella di avergli chiesto in modo un po’ colorito cosa volesse. Ha scavalcato la divisoria che separa i settori della tribuna, mi ha lanciato una sigaretta, non ho fatto in tempo ad alzarmi che mi ha rifilato il primo pugno. Poi mi ha gettato a terra e continuato a picchiare. Mi è salito sopra, peserà almeno 90 chili. Gli urlavano di andarsene e si è allontanato mentre parlava con persone della Centese».

Allo stadio sono arrivati i carabinieri ma non è stato possibile identificarlo. «Farò presente ai vertici del Crer - dice il presidente Masetti, che ha assistito Di Maria in ospedale - quanto è avvenuto».

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