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Con Federzoni e Prandi l’inizio di una nuova era

Con Federzoni e Prandi l’inizio di una nuova era

Il tecnico modenese conquistò l’oro all’Universiade 1970, quello piemontese il bronzo olimpico 1984

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Non è mai tempo di amarcord, se e quando parli di lui, anzi di Lui, con rigorosa e doverosa”lettera maiuscola”: Oddone Federzoni, classe 1934, solo e semplicemente Oddo per chi ha voluto la fortuna di conoscerlo sotto rete, la “Leggenda azzurra” ha contribuito a scriverla con i fatti. Modenese, cresciuto nel quartiere Crocetta, grande amico di Luciano Pavarotti, il tenore scomparso, è stato grande in campo e grandissimo in panchina, capace di aprire nel 1970 l’”Età dell’Oro” della pallavolo italiana. A consegnare il Professore alla storia azzurra è stato il trionfo nell’edizione del 1970 a Torino alle Universiadi. Oggi, a 81 anni, nonostante non abbia mai amato le luci della ribalta, è tra i più attesi al Forum Monzani che lo aspetta per tributargli un lungo applauso.

Da un grande della panchina ad un altro che ha saputo proiettare i colori azzurri dove mai avevano brillato in precedenza, da un “Professore” all’altro, cioè da Oddo Federzoni a Silvano Prandi. 36 stagioni su panchine di squadre di Serie A1 maschile e nella sua carriera dovrebbero bastare a chiarire lo spessore del personaggio.

Oggi Prandi guida lo Chaumont Volley-Ball 52 Haute-Marne, squadra francese che milita nel massimo campionato di pallavolo transalpino, in Italia lo ricorderanno per sempre per l’epopea Cus Torino, grande avversario e poi tecnico di Modena.

Nella galleria dei personaggi odierni vanta un posto di diritto: se lo è meritato per aver scritto una pagina storica alla guida della Nazionale conquistando la prima medaglia in un’Olimpiade, quella di bronzo ai Giochi di Los Angeles nel 1984. (f.r.)

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