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Squinzi, sogno esaudito: il Sassuolo affonda l’Inter

di Stefano Aravecchia
Squinzi, sogno esaudito: il Sassuolo affonda l’Inter

I neroverdi si confermano ammazzagrandi: decide il rigore di Berardi al 95’

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MILANO. Il Sassuolo trasforma in realtà il sogno di Giorgio Squinzi. Il patron, di fede milanista, da sempre cullava dentro di sé la speranza di vedere un giorno i suoi neroverdi battere l’Inter a San Siro. Al punto, e non è leggenda, di appendere fuori dal suo ufficio Mapei a Milano un cartello con su scritto “Inter-Sassuolo 0-1”. Su quel foglio mancava una data, adesso Squinzi può aggiungerla: 10 gennaio 2016.

Magnanelli e compagni hanno compiuto l'impresa sotto i suoi occhi emozionati. Sciarpa neroverde al collo e scuffiotto marroncino in testa, Squinzi ha seguito la partita dalla tribuna vip di San Siro. Una gara mix di sofferenza ed esaltazione, nella quale il Sassuolo ha giocato un gran primo tempo, incassando i complimenti direttamente dall’Indonesia del patron nerazzurro Thohir. Solo nella seconda parte della ripresa, quando la spinta dell'Inter si è fatta più insistente, il Sassuolo ha arretrato il baricentro resistendo anche grazie alle parate di un Consigli in giornata di grazia e agli errori di mira degli attaccanti di Mancini.

Al minuto 95 il patron ha avuto un sussulto: rigore netto per fallo di Miranda su Defrel. Il suo sogno era lontano appena undici metri. A Berardi l'incarico di trasformarlo in realtà. Icardi ha provato ad innervosire il talento neroverde, di fronte Handanovic il re dei pararigori. Ma le gambe di Berardi non hanno tremato e la palla è finita nel sacco. Irrefrenabile la gioia di Squinzi ma anche quella di Eusebio Di Francesco e i suoi ragazzi per un'impresa destinata a rimanere negli annali della storia del piccolo club neroverde. Un successo che nega all’Inter il titolo di campione d’inverno, infliggendo ai nerazzurri la seconda sconfitta interna consecutiva. Ma quel che più conta è che il Sassuolo sale al sesto posto in classifica a tre punti dalla Roma ma con una partita in meno.

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Ammazzagrandi

Il Sassuolo si conferma l'ammazzagrandi per eccellenza: dopo quelli di Napoli e Juventus, i neroverdi si prendono anche lo scalpo dell'Inter capolista. E lo fanno al termine di una partita coraggiosa, giocata come sempre a viso aperto. Gara divertente, ricca di occasioni da una parte e dall’altra. Il pareggio sarebbe stato il risultato più giusto, ma nel calcio a volte prevale la componente irrazionale. Quella che permette di realizzare imprese come quella del Sassuolo alla Scala del Calcio.

Rileggendo il film della partita si potrebbero dire tante cose. Che l'Inter ha sprecato l'impossibile (dopo 5 minuti poteva stare tranquillamente sul 2-0 e in tutto ha tirato in porta quindici volte), che il Sassuolo ha mostrato un gran bel calcio incantando la platea di San Siro. Un primo tempo nel quale, a dirla tutta, Berardi ha rischiato di brutto il cartellino rosso per una manata galeotta a D'Ambrosio.

Anche la ripresa è stata un susseguirsi di emozioni, con occasioni a ripetizione. Tante di marca nerazzurra ma anche il Sassuolo non ha scherzato, mettendo i brividi ad Handanovic con Falcinelli e Floro Flores. Nel finale l'Inter ha accelerato le operazioni e in cattedra è salito Consigli, già straordinario nel primo tempo su Ljajic. Il portiere neroverde si è ripetuto ancora sul serbo e su Jovetic proteggendo lo zero a zero. Al quinto e ultimo minuto di recupero si materializza il rigore di Berardi che consegna al Sassuolo il titolo ufficiale di ammazzagrandi e chissà se Mancini penserà ancora che “gli 1-0 sono bellissimi”.

Dimenticati i due 7-0

Sembrano passati secoli dai due precedenti lunch match contro l'Inter, uno al Mapei Stadium e l’altro l’anno scorso a San Siro, finiti entrambi 7-0 per i nerazzurri (allora guidati da Mazzarri). Quel Sassuolo da barzelletta non esiste più, era lo scotto da pagare per imboccare la strada della maturità. Adesso Di Francesco guida (magnificamente) una delle più belle realtà del campionato, che naviga in zona Europa. Con il rimpianto di aver battuto tutte le migliori del torneo raccogliendo la miseria di sei punti contro le ultime cinque della classifica. E’ proprio il rendimento contro le “piccole” che il Sassuolo dovrà migliorare nel girone di ritorno per ambire a quello che è il vero obiettivo della società: la qualificazione in Europa League.

@Star_70_

 

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