Squinzi: «Bravi, ma piano ad esaltarsi»
Nonostante lo storico successo a San Siro contro l’Inter, il patron indossa i panni del pompiere: «Restiamo sul pezzo»
SASSUOLO. «Sono contento. Un sogno che si realizza? Può darsi, ma per il momento dobbiamo restare sul pezzo».
E’ il Giorgio Squinzi che non ti aspetti quello che, il giorno dopo il successo del Sassuolo a San Siro contro l’Inter, risponde al telefono. Abituati alla versione ‘guascona’ del dottore per antonomasia, con proclami e con la voglia di vincere sempre e comunque, fa quasi un po’ specie trovare, invece, uno Squinzi più misurato e tranquillo, concentrato sulla stagione più che su un ‘colpo’ isolato, per quanto atteso da un milanista come lui. Anzi, da un milanista che non aveva mai fatto mistero di voler vedere una cosa: il tabellone con scritto Inter 0-Sassuolo 1. E dopo due 7-0 subiti proprio dalla formazione nerazzurra (due risultati che, ai tempi, infastidirono non poco il patron della società neroverde), è arrivata anche questa soddisfazione attesa e agognata da tempo. Eppure, appunto, Squinzi non si esalta e rimane con i piedi saldamente piantati per terra: «Campionato memorabile fino ad ora il nostro? Diciamo che è un campionato sicuramente positivo – chiosa Squinzi – e la gara contro l’Inter mi ha reso molto contento, ma non è davvero il caso di esaltarci troppo».
E per il futuro? Squinzi, anche qui, non si sbilancia, anzi preferisce affidarsi alla concretezza più che ai sogni: «Non è più il tempo dei sogni, se posso dire con una battuta, non sogni ma opere di bene… A parte gli scherzi dobbiamo rimanere sul pezzo».
Fin qui le parole del patron della Mapei e di Confindustria, al solito molto cortese a rispondere ma anche impegnatissimo nel suo doppio ruolo che comporta appuntamenti serrati. Eppure per il ‘suo’ Sassuolo trova tempo e anche domenica, oltre ad aver seguito la partita a San Siro al fianco dell’amministratore delegato del Sassuolo, Giovanni Carnevali, e vicino all’ex bandiera e dirigente nerazzurro e ora team manager della nazionale maggiore di calcio, Lele Oriali, è poi sceso negli spogliatoi per fare personalmente i complimenti alla squadra e al tecnico Eusebio Di Francesco.
Complimenti che sono arrivati direttamente dall’Indonesia anche dal presidente dell’Inter Erik Thohir. E, conoscendo Squinzi, anche questi complimenti hanno fatto molto piacere. Ma, appunto, ora non è il momento di esaltarsi troppo: testa bassa e pedalare, perché un agonista (e un appassionato di ciclismo) come Giorgio Squinzi non si accontenta di vincere qualche tappa. Lui, appunto, vuole risultati di lungo periodo.
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