Inter a rilento, Handa miracoloso
L’Atalanta mette paura ai nerazzurri, i miracoli del portiere blindano il punticino esterno
BERGAMO. Handanovic salva tutti. L’Inter rallenta ancora dopo il ko interno con il Sassuolo non andando oltre il pareggio in casa dell’Atalanta (1-1) in una gara in cui il portiere sloveno è stato protagonista con almeno tre o quattro interventi decisivi ai fini del risultato. Per l’undici di Mancini sono 4 i punti nelle ultime 4 partite: un periodo di appannamento confermato dalla scialba prova di Bergamo, con i nerazzurri quasi mai capaci di rendersi pericolosi dalle parti di Sportiello. Può essere soddisfatto invece Edy Reja, che dopo quattro sconfitte consecutive ritrova la sua Atalanta capace di stupire nella prima parte di campionato. La Dea ha giocato una partita di grande intensità, mostrando buona organizzazione di gioco tanto in difesa quanto in attacco. Solo un super Handanovic ha negato ai padroni di casa un successo che, guardando le occasioni da gol, sarebbe stato legittimo.
L’Inter parte a rilento e viene punita al 17’: Dramè scappa sulla corsia mancina e crossa in mezzo, ma il suo traversone viene raccolto in scivolata da Murillo che insacca nella propria porta. Il gol subito non sembra svegliare l’Inter, che rischia di naufragare al 22’ sull’iniziativa di Monachello, che trova sulla sua strada Handanovic dopo aver sottratto la sfera a uno spaesato Murillo. Un minuto dopo è il turno di De Roon: palla a lato. Al primo vero affondo però i nerazzurri agguantano il pari. Il cross dalla destra di Ljajic viene infatti svirgolato da Toloi che infila nella propria porta per l’1-1. Nella ripresa stesso copione, con i bergaschi costretti ad alzare bandiera bianca di fronte alle mani di Handanovic e l’Inter che non sfrutta i guizzi di Icardi.
Roberto Mancini è costretto ad accettare il punticino, ma la delusione è evidente: «Non sono contento della prestazione di qualche giocatore: qualcuno, se è dotato, può e deve fare di più. Abbiamo dei giocatori bravi e soprattutto davanti qualcosa di meglio dobbiamo fare, ma non è il problema di un singolo a spiegare il fatto che facciamo fatica a fare gol».
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