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Crespo: "Ho troppi giocatori da allenare, difficile lavorare così"

Hernan Crespo, allenatore del Modena
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Hernan Crespo, allenatore del Modena

"La rosa è troppo ampia e squilibrata, non ho i giocatori per cambiare l'inerzia delle partite e non posso dedicarmi ai singoli. Bisogna ridurla e servono un paio di rinforzi di qualità"

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MODENA. Sul campo la missione del Modena è chiara: affidarsi al proprio fortino, uno stadio Braglia nel quale i canarini hanno sin qui costruito la loro classifica, per provare a fermare una squadra lanciatissima come l’Avellino – 6 vittorie consecutive – e riprendere un cammino interrotto ancora una volta con una sconfitta in trasferta, onde evitare il rischio concreto di ripiombare in zona playout. Fuori dal campo, invece, il compito del Modena era quello di sfoltire in fretta la rosa, piazzando i tanti giocatori in esubero e ormai fuori dal progetto tecnico, e provare a rinforzarla con un paio di innesti di qualità. Dopo 18 giorni dal via delle trattative e a poco più di una settimana dal termine, però, le partenze sono ufficialmente due (non esuberi, ma Cionek e Nizzetto), nelle prossime ore troveranno una nuova sistemazione anche Sowe (Lecce), Olivera (Catanzaro) e Doninelli (Cremonese), mentre alla voce acquisti c’è solo Crecco, in attesa soprattutto di un esterno d’attacco di qualità.

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Il mercato è in standby e appare evidente che quasi sicuramente ci si giocherà tutto nel rush finale. Situazione non facile ma che va digerita, provando a non farsi venire il mal di pancia, come ammesso da Hernan Crespo nella conferenza stampa odierna, alla vigilia del match con l’Avellino: «La nostra rosa è ampia e, dal mio punto di vista, squilibrata. Durante le partite, tante volte mi vengono dei pensieri, delle idee, però non ho il materiale per cambiare l’inerzia della gara e quindi bisogna avere pazienza, provare a sopportare e sperare che non succeda niente. La realtà è questa. Sono stato molto chiaro: in questo momento si fa quello che si può, nelle proporzioni in cui lo si può fare, provando a trovare opportunità per sfoltire la rosa e permettermi di lavorare non solo a livello di gruppo ma anche individuale: quando tu devi migliorare un giocatore e ne hai 30 tutto diventa complicato, come fai a stare dietro ad ognuno? È difficile perseguire quegli obiettivi che la società pretende e che vorremmo tutti: far crescere e valorizzare ragazzi per garantire a loro e al Modena un futuro importante e al tempo stesso per fare cassa. Si fa fatica, tanta, a lavorare con una rosa così ampia e a dare una possibilità, ma anche solo un po’ di minutaggio, a tutti. Il calcio è questo, si sta provando a farlo, non vuol dire che ci riusciremo, ma la realtà dei fatti è questa. Il mio desiderio era quello di poter intervenire in fretta per colmare lacune che erano chiare da tempo, ma il mercato parla da solo: non possiamo prendere giocatori se non sfoltiamo la rosa e non possiamo fare un mercato diverso, dobbiamo aspettare e, se son ferme anche le altre società, tutto diventa complicato». Una battuta anche su Ebagua, che dopo la trasferta di Vicenza aveva confessato di aver firmato un triennale con il Modena la scorsa estate prima del dietrofront di Caliendo: «Quanto vicino sia stato non lo so, però posso confermare che è un giocatore che abbiamo cercato».

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