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Rajzman incorona Modena «Fortissima, vincerà tutto»

Rajzman incorona Modena «Fortissima, vincerà tutto»

Volley. «La seguo sempre in tv dal Brasile, quest’anno non vedo proprio chi possa batterla Con l’arrivo di Lucas e Bruninho scudetto sicuro e può conquistare anche la Champions»

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Da giovani, tutti noi, nemmeno ventenni, eravamo innamorati di una squadra e sognavamo di indossare una sola maglia: quella della Panini. Erano i tempi del Pala Molza strapieno, ben oltre il lecito, già un’ora prima della partita, delle gare a chi in riscaldamento faceva più “soffitti”, delle battaglie con la Paoletti Catania con una Klippan che sta per aprire un ciclo.

Bernard Rajzman, in quel contesto, per tutti noi che avremmo dato un mese di “paghetta” pur di essere in prima fila a vederlo giocare, rappresentava qualcosa di magico, lui piccolo (186 cm.), ma meraviglioso marziano era capace di farci sognare. E poco importa che nel suo primo anno lo scudetto sia volato a Torino dopo un drammatico confronto diretto perso in Piemonte all’ultima giornata, perché lui trascinò la squadra alla conquista della Coppa Italia, trofeo rivinto nell’anno successivo, abbinato a una straordinaria, quanto storica Coppa delle Coppe. Dall’Olio, Dal Fovo, Ferrari, Goldoni, Magnanini, Montorsi, Berselli, Cappi, Sibani, Boldrini furono i suoi primi compagni di avventura in gialloblù, la famiglia Panini, la “sua” famiglia.

E allora non stupisce rivederlo qui, 38 anni dopo alle prese con un match difficile con gli amati tortellini e tortelloni che all’epoca lo conquistarono in un attimo.

«Perché torno spesso qui? Semplice, perché è la mia città, io mi sento davvero modenese di Modena».

Per un campione che nella vita di strada ne ha fatta davvero tanta non è una dichiarazione da poco.

«La famiglia Panini è stata tutto per me, mi ha insegnato a vivere, l’amicizia con Antonio è qualcosa di prezioso come un tesoro».

Stavolta Rajzman si è presentato a Modena al gran completo, con moglie e tre figli al seguito e con un motivo di orgoglio in più.

«In novembre il Consolato d’Italia mi ha chiamato comunicandomi che sono stato nominato Cavaliere del Lavoro».

Modena è sempre in cima ai suoi pensieri, quasi soffrisse di saudade, ma per l’Italia.

«Io quando devo andare in giro per il mondo prima di acquistare i biglietti aerei guardo sempre se è possibile fare uno “scalo” nell’itinerario e venire qui, non mi importa se magari allungo il viaggio di migliaia di chilometri».

Oggi Rajzman è vice presidente del Comitato Organizzatore dei Giochi di Rio.

«Da quando a Copenaghen nel 2009 ci sono stati assegnati tutti noi viviamo per la “nostra” Olimpiade. È stata una grande sfida per noi, ma siamo pronti e pensiamo di riuscire a vincerla, manca solo il 10% dei lavori da completare. Vi dico subito che sarà un’Olimpiade fantastica, perché rispetto alle altre sedi del passato Rio offrirà per il 70% strutture, impianti di gioco, palasport, stadi nuovissimi, sonsono sorti dal nulla 250 hotel».

Spazio poi alla pallavolo, inevitabilmente.

«Chi vincerà l’oro? Sicuramente il Brasile. Perché? Perché Bernardinho farà tesoro delle sconfitte di Londra 2012 e ai Mondiali 2014 in Polonia e trasmetterà quello che serve alla squadra. L’Italia? Auguro agli azzurri di arrivare in finale e, scusatemi, perderla contro i nostri ragazzi».

Per Bruninho solo elogi.

«Tutti sanno che suo padre era il mio alzatore personale in Brasile quando giocavamo. Non sono stupito quindi che Bruno sia un fenomeno, ha preso da lui».

Da Rio a Modena e alla Dhl.

«Non mi perdo una partita in Brasile, le trasmettono in diretta in televisione: con l’arrivo di Lucas non vedo chi possa battere Modena in Italia. Lo scudetto lo “vinciamo” sicuramente. La Champions League? I russi del Kazan sono forti, ma io vedo una Modena superiore, perché è grande come squadra».

Fabio Rossi

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