Modena attento, c’è un “lupo” feroce
L’Avellino viene da sei vittorie consecutive. Crespo: «Non possiamo permetterci errori e dal mercato attendo qualcosa»
Uno sguardo al campo e uno al mercato. A poche ore dalla sfida con l’Avellino, in programma alle 15 di oggi, i pensieri dei tifosi del Modena sono gli stessi di Hernan Crespo. A partire dal campo, dove la missione dei canarini è chiara: affidarsi al proprio fortino, uno stadio Braglia nel quale hanno sin qui costruito la loro classifica, per provare a fermare un Avellino reduce da 6 vittorie di fila e riprendere un cammino interrotto ancora una volta con una sconfitta in trasferta, onde evitare il rischio concreto di ripiombare in zona playout. «La speranza – ha confidato Crespo – è di vedere il “Modena del Braglia”, una squadra capace di non commettere errori in 90 minuti, quello che invece fuori casa non ci riesce. Non mi stupisce lo stato di forma dell’Avellino, piuttosto mi stupiva che prima non occupasse posizioni più consone al valore della sua rosa. Noi, però, abbiamo dimostrato di potercela giocare con ogni squadra e dobbiamo continuare a fare punti in casa fino a quando non riusciamo a sbloccarci in trasferta». Lontano dal terreno di gioco, cioè sul mercato, il compito del Modena è quello di sfoltire la rosa, piazzando i tanti esuberi, e provare a rinforzarla con un paio di innesti di qualità. Dopo le partenze di Cionek e Nizzetto ieri sono partiti anche i primi due giocatori finiti ai margini del progetto tecnico, Vestenicky e Sowe, ma il lavoro da fare è ancora tanto e la sensazione è che, soprattutto in entrata, gli affari si faranno negli ultimi giorni di trattative. Situazione non semplice ma che va digerita provando a non farsi venire il mal di pancia, come ammesso da Crespo: «La nostra rosa è troppo ampia e, dal mio punto di vista, squilibrata. Durante le partite, tante volte mi vengono pensieri e idee, però non ho il materiale per cambiare l’inerzia della gara, quindi bisogna avere pazienza, sopportare la situazione e sperare che non succeda niente. Il mio desiderio era di intervenire in fretta per colmare lacune evidenti da tempo, ma il mercato parla da solo: non possiamo prendere giocatori se non sfoltiamo la rosa, dobbiamo aspettare e, se restano ferme anche le altre società, tutto diventa complicato. Al momento si fa quello che si può, nelle proporzioni in cui lo si può fare, cercando opportunità per ridurre l’organico e permettermi così di lavorare non solo a livello di gruppo ma anche individuale: quando devi migliorare un giocatore e ne hai 30 tutto diventa complicato, come fai a seguire ciascuno? Si fa fatica a perseguire gli obiettivi che la società pretende e che vorremmo tutti: valorizzare ragazzi per garantire al Modena un futuro importante e anche per fare cassa. Il calcio è questo, si sta provando a farlo, non vuol dire che ci riusciremo, ma è la realtà dei fatti».
Marco Costanzini
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