Floccari: «Il mio addio? Non è dipeso solo da me»
«Ad inizio stagione hanno detto che non rientravo più nei piani del Sassuolo, quando hanno proposto il rinnovo del contratto avevo già deciso di andarmene»
REGGIO. La vendetta è un piatto che, abitualmente, si serve freddo. Sergio Floccari, invece, ha presentato questa pietanza al Sassuolo ancora calda. Appena partito alla volta di Bologna, Floccari ha segnato il gol che ha chiuso la partita, un gol molto festeggiato dai compagni e dallo stesso Floccari che era stato lungamente fischiato dai tifosi neroverdi al suo ingresso in campo: “Nessuna vendetta, ci mancherebbe altro - attacca il centravanti calabrese presentandosi davanti ai microfoni - anzi devo solo ringraziare il Sassuolo perchè qui ho passato, insieme alla mia famiglia, due anni belli con tante soddisfazioni”. Già, ma perchè il centravanti ha voluto poi andare via, quasi a tutti i costi? È lo stesso Floccari a spiegare il motivo del trasferimento nella vicina città felsinea: “Ho semplicemente seguito quello che, insieme alla società, ci eravamo detti a inizio stagione. Il Sassuolo mi aveva detto che non avrebbe voluto proseguire il rapporto e dunque che sarei stato libero di accasarmi in un altro club. Fino a inizio dicembre le cose non sono cambiate, poi è vero che la società neroverde mi ha fatto una proposta per il rinnovo, ma ormai ho preferito seguire la strada che avevo pianificato. È arrivata la proposta del Bologna, un grande club e una grande piazza, e ho scelto di accettarla. Tutto qui. Cosa ho detto a Di Francesco incontrandolo a fine partita? Ci siamo semplicemente salutati”. Cambiando argomento, sulla partita Floccari spiega: “Sapevamo di avere di fronte una squadra molto ben attrezzata, difficile da affontare soprattutto in casa. Abbiamo fatto quello che avevamo preparato, direi che siamo riusciti a giocare una partita molto importante, questa è davvero una grande impresa, ma siamo consapevoli di essere una squadra importante. Il gol lo dedico a Zuniga: sta attraversando un momento difficile dopo la morte del padre e lo aspettiamo presto a Bologna”.
Una battuta con Giaccherini sull'episodio del gol e il contrasto con Peluso: “Ho difeso palla, a mio avviso non c'era fallo. Peluso è un metro e novanta, io uno e sessantacinque...".
Paolo Seghedoni
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