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Fontanarosa alla maratona delle Hawaii

di Serena Arbizzi
Fontanarosa alla maratona delle Hawaii

Il dirigente di Confcommercio: «Non ho guardato il tempo, l’importante era soltanto esserci»

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Ha conseguito una nuova sfida in nome di una passione che gli scorre nelle vene: quella per la corsa. Massimo Fontanarosa, molto conosciuto in città per la sua carica di direttore di Confcommercio, ha tagliato un altro traguardo in una meta esotica e incantevole: ha corso la maratona di Honolulu, alle Hawai.

«La Maratona di Honolulu è sicuramente tra le maratone più dure al mondo non solo per il clima in cui si corre, 28°-30° gradi e 90% di umidità (ed è per questo che si parte alle 5 del mattino), ma anche per la grande lontananza delle Isole Hawaii – spiega Fontanarosa - Un viaggio infinito di oltre 20 ore, 4 scali e ben 12 fusi orari. Quindi si arriva in questo paradiso non proprio “freschi”, ma l'esperienza è stata unica... Dopo New York è la più bella maratona che abbia mai corso. Si tratta della mia ottava maratona. Tecnicamente è molto dura perché presenta un grande dislivello, si corre intorno a vulcani tra cui il grande “Diamond Head” e dopo una grande fatica si arriva a Waikiki Beach pronti per fare un bel tuffo nell'oceano».

Un’esperienza da diversi punti di vista: «Questa maratona è interamente organizzata dai giapponesi (Jal - la compagnia aerea giapponese) e conta oltre 35.000 iscritti quasi tutti asiatici, solo una trentina gli italiani, con partenza mozzafiato sotto i fuochi d'artificio. Honolulu è un po’ il “parco giochi” dei giapponesi sia per la vicinanza più al Giappone che agli Stati Uniti sia per ragioni storiche. Ti trovi a correre insieme agli Ironman di Kona e a samoani e fijani a piedi nudi, insomma qualcosa davvero di unico».

Chiaramente le condizioni meteo non hanno riservato la possibilità di ritoccare i tempi milgiori: «Chi corre alle Hawaii non si pone obiettivi di tempo viste le condizioni, ma l'unico obiettivo è di terminare una grande fatica uscendone “vivi”. Io l'ho conclusa in 3 ore e 57 minuti, ben lontano dai miei 3h 22 di Praga, ma contentissimo dell'esperienza seppur abbia sofferto tanto l'umidità e il fuso orario (in poco tempo non riesci ad adattarti a -11 ore). Per uno come me che si allena a Santa Croce di Carpi nei ritagli di lavoro è persino troppo», conclude ancora entusiasta Massimo.

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