Calcio, perquisizioni della Finanza. Indagato anche Crespo che si difende: "Non ne so nulla"
Terremoto nel mondo del calcio con l'operazione "Fuorigioco": stamattina un blitz della Finanza, su ordine della Procura di Napoli, ha colpito 64 personaggi del pallone. Tra questi nomi di spicco come De Laurentiis (presidente del Napoli) e Adriano Galliani (ad del Milan), oltre al tecnico del Modena Crespo
Nuovo terremoto nel mondo del calcio. Perquisizioni e sequestri in tutta Italia sono in corso da parte degli uomini della Guardia di Finanza su ordine della Procura di Napoli per una inchiesta su una maxievasione fiscale e su false fatturazioni. Risultano indagati tra gli altri l'allenatore del Modena Hernan Crespo, Aurelio De Laurentiis, patron del Napoli, quello della Lazio, Lotito, l'Ad del Milan Adriano Galiani, l'ex presidente e Ad della Juventus Jean Claude Blanc. Tra i calciatori, indagati anche l'ex attaccante del Napoli Lavezzi. Coinvolti, infine, diversi procuratori, tra cui Alessandro Moggi. Sessantaquattro in totale le persone.
I DETTAGLI
Sequestri per oltre 12 milioni di euro, un centinaio di indagati nel calcio professionista, 36 società calcistiche di serie A e B coinvolte. Sono i primi numeri di una inchiesta della procura di Napoli denominata "fuorigioco" che ha portato il gip partenopeo ad un decreto di sequestro di beni immobili e quote societarie, nonchè di denaro, nei confronti di 58 persone, per oltre 12 milioni euro. Destinatari del provvedimento diversi calciatori, i loro procuratori, dirigenti di società sportive che , appunto, dal 2009 al 2013, per i pm di Napoli coordinati dall'aggiunto Vincenzo Piscitelli sono responsabili "in maniera sistematica di reati trbutari, mediante condotte fraudolente esclusivamete finalizzate a evadere il fisco". Nei confronti di alcuni calciatori e procuratori, in corso perquisizioni nelle abitazioni e in altri luoghi della loro diponibilità, alla ricerca di documenti bancari e contratti.
LA RISPOSTA DI CRESPO
Il tecnico del Modena si è affidato a Facebook per difendersi, rigettando ogni accusa
🇮Cari amici,nella mia carriera sono sempre stato abituato ad attaccare, continuerò a farlo. Non devo difendermi: SONO...
Pubblicato da Hernán Crespo su Martedì 26 gennaio 2016
LE ACCUSE
I procuratori, dicono gli inquirenti,fatturavano in maniera fittizia alla sola società calcistica la propria prestazione, come se la loro intermediazione fosse nell'interesse esclusivo del club, mentre di fatto tutelavano gli interessi dei loro atleti assistiti. Le società potevano così dedurre dal reddito imponibile queste spese, beneficiando di detrazioni di imposta sul valore aggiunto relativa proprio a questa pseudo prestazione. E i calciatori non dichiaravano quello che era "sostanzialmente un fringe benefit" riconosciuto loro dalla società calcistica nel momento in cui si accollava il pagamento procuratore. Inoltre agenti argentini, dicono le indagini, attraverso il ricorso a documentazione fiscale e commerciale fittizia e l'interposizione di società 'schermo' con sedi in paradisi fiscali, non venivano tassati in Italia dei loro compensi.
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