Il Milan si scontra con la favola Alessandria
Coppa Italia: semifinale di andata a Torino. Mihajlovic ai suoi: «Chi sbaglia non gioca il derby»
Vincere la coppa Italia, e quindi conquistare anche un posto in Europa League, darebbe un senso alla stagione del Milan, al momento deludente. Ma non arrivare in finale sarebbe un fallimento duro da digerire, visto che finora la strada è stata in discesa per la squadra di Sinisa Mihajlovic (Perugia, Crotone, Sampdoria, Carpi) e in semifinale c'è un avversario di Lega Pro, l'Alessandria. Il rischio flop esiste. «Pensare che sia facile è il modo migliore per fare brutta figura» è sicuro il serbo, che ha trovato di esempi da mostrare ai suoi: nel 2010 in coppa di Francia hanno raggiunto la finale i dilettanti del Calais e nel 2012 una squadra di terza categoria, il Quevilly. Il Milan non può permettersi di fare la fine di Bordeaux e Rennes. «Il nostro obiettivo è non rendere ancora più straordinario il cammino dell'Alessandria - ha chiarito il serbo -. Sono molto contento per il mio amico Gregucci e i suoi ragazzi, ma dobbiamo e vogliamo andare in finale: quando vinci un trofeo qualsiasi stagione è positiva. Tanti giocatori non hanno mai vinto nulla nella vita: sarebbe imperdonabile sciupare questa chance. Bisogna pensare alla semifinale come se fosse una gara secca». Mihajlovic farà un po’ di turn over ma ha promesso «una formazione competitiva e offensiva: chi si risparmia, domenica non giocherà il derby, questo è sicuro».
L’Alessandria vivrà il suo sogno andando a Torino con 20 giocatori e - letteralmente - 20mila tifosi. Sono infatti una quarantina i pullman che da Alessandria punteranno su Torino per la semifinale di Coppa Italia: 32 organizzati dai tifosi del gruppo «Orgoglio grigio», i restanti dalla locale associazione dei commercianti. Tutti a Torino perché là, all'Olimpico, c'è il Milan che li aspetta, «una squadra universalmente esempio di vittorie e sportività» ha detto alla vigilia il tecnico dell'Alessandria, Angelo Gregucci. I «Grigi» non vogliono essere da meno: vogliono presentarsi a Torino «come in un sogno», ma nello stesso tempo «come esempio di correttezza, in nome dello sport. Vogliamo far fare bella figura alla città, ai nostri tifosi, alla Lega Pro. Siamo pronti a mettere in campo tutta la nostra determinazione cercando la vittoria».
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