Berardi, che succede? Di Francesco: «Non è tranquillo»
Nelle ultime partite il talento neroverde è irriconoscibile Il mister: «Deve ritrovare spensieratezza, gli manca il gol»
SASSUOLO. «Domenico ha bisogno di ritrovare spensieratezza. In questi anni ci ha abituati molto bene: e tutto quello che prima gli riusciva facilmente ora non gli riesce. Gli manca il gol, che gli darebbe forza e sicurezza per trovare le sue giocate».
Chi meglio di mister Eusebio Di Francesco può spiegare il momento di Domenico Berardi? Il tecnico neroverde, tanto per intenderci, è quello che ha lanciato il mancino di Bocchigliero, facendo debuttare a sorpresa l’allora diciottenne, in una notte di fine estate del 2012, a Cesena, alla prima di campionato.
All’epoca Berardi era solo una bella promessa della cantera neroverde, sconosciuto a livello nazionale: ma l’intuizione e la fiducia incondizionata di mister Di Francesco furono la scintilla istantanea che servì a far esplodere il talento naturale del ragazzo di Calabria. Una parabola sempre in crescendo, quella di Berardi, almeno fino a questa stagione. 11 reti nel primo campionato tra i pro, 16 e 15 gol – conditi da una rosa robusta di assist – nei primi due anni in serie A: numeri da predestinato, che lo hanno già eletto miglior marcatore della storia neroverde e lo hanno proiettato nell'Olimpo del pallone nostrano Eppure, quest’anno, qualcosa non funziona. 3 gol soltanto fin qui nelle 14 partite disputate, la solita squalifica per un rosso diretto evitabilissimo e, soprattutto, il primo infortunio vero nella carriera del giovane attaccante. Che lo stop fisico abbia influito nella stagione di Berardi pare essere un dato innegabile.
E, tuttavia, le parole dello stesso Di Francesco dopo la gara col Bologna suggeriscono una spiegazione “psicologica”. Che il ragazzo, cioè, da talento poco conosciuto ora avverta la pressione di essere considerato il miglior talento del calcio italiano, pronto a far le fortune della Vecchia Signora, dopo aver incantato con la maglia del Sassuolo. Già, la Juventus: sul futuro bianconero di Mimmo Berardi è stato detto tutto o quasi. Ma a mettere un freno a quello che appare un esito scontato sono state le parole, rilasciate a fine 2015, da Simone Seghedoni, procuratore del giocatore: «Andare in una grande squadra per fare dieci partite in un anno non può andare bene a Berardi».
Berardi, insomma, per capacità e talento, non può accontentarsi dello spazio che in bianconero si stanno ritagliando a fatica i vari Rugani e Zaza. E che le incertezze sul futuro prossimo abbiano finito per per condizionare anche il presente di Berardi è soltanto un'ipotesi, avvalorata però dalle parole del tecnico e del suo procuratore. Una "crisi di crescita" che Di Francesco curerà come ha sempre fatto: dando fiducia al ragazzo, in attesa che arrivi la giocata che restituisca al Sassuolo il vero Berardi, quello in grado di fare la differenza.
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