Di Francesco furioso «Rigore assurdo, è l’ennesimo torto»
«Chi conosce il calcio, o ci ha giocato, non può dire che quello era fallo. Annullato un gol regolare a Berardi»
BERGAMO. Nero, nerissimo, come raramente lo si è visto in un post partita. Mister Di Francesco non le manda a dire dalla sala stampa dell’Atleti Azzurri d’Italia: “E’ un rigore inesistente, assurdo. Punto”. Inevitabilmente, il fuoco di dichiarazioni del clan neroverde si concentra sulla direzione di Gavilluci e su quella scelta, anzi quelle scelte, che hanno pesato come macigni nell’economia del match: “Ci è stato annullato un gol valido sullo 0-0 per fuorigioco ma quello è l’episodio meno grave. Il rigore è inesistente. Antei era in vantaggio su Kurtic e ha toccato lui il pallone, poi Kurtic è caduto addosso ad entrambi ma a quel punto Consigli non poteva sparire dal campo. Soltanto chi non ha conoscenza del calcio giocato può pensare che quello sia rigore”. E così, dopo i gol contestati di Torino e Bologna per i falli su Peluso, è arrivato il terzo episodio nel giro di pochi giorni: “Non parlo mai degli arbitri, lo sapete, ma stavolta non posso farne a meno. Avevamo la partita in mano in quel momento, potevamo fargli male in qualsiasi momento e invece, dopo il rigore, i ragazzi si sono innervositi. C’è un limite a tutto, è la terza partita consecutiva, o quasi, in cui veniamo penalizzati: siamo bravi, siamo educati, la società non dice mai nulla e stiamo tutti al nostro posto ma poi le gare vengono determinate da queste situazioni”. Archiviata, con molta rabbia, la parentesi arbitrale, si può parlare di calcio giocato e di un Sassuolo che ha dato chiari segnali di ripresa a Bergamo: “Soprattutto nella ripresa, abbiamo avuto diverse situazioni pericolosi ma siamo stati poco bravi nell’ultimo passaggio. Soprattutto nelle scelte negli ultimi venti metri, i nostro giovani devono crescere: ma la società sa che con questi ragazzi serve pazienza”. Il turn-over, comunque, ha dato al tecnico neroverde le indicazioni attese: “In queste ultime gare ho visto un po’ di appiattimento nella squadra. Per questo ho voluto ricreare un po’ di competizione interna al gruppo e ho avuto delle ottime risposte. Voglio dare a tutti la possibilità di mettersi in mostra e a nessuno di sentirsi titolare. Così si può rivedere quell’entusiasmo e quell’atteggiamento che anche contro l’Atalanta ci ha permesso di fare una buona gara”. La chiusura, d’obbligo, è su Berardi, evidentemente in crescita: “L’ho spostato perché nelle ultime gare, a destra, tendeva a chiudere troppo le giocate. A sinistra, invece, essendo mancino, è obbligato a stare largo: secondo me ha fatto un’ottima partita”.
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