Gazzetta di Modena

Sport

«Più investimenti per eventi e strutture dedicati alla mtb»

di Agnese Facchini
«Più investimenti per eventi e strutture dedicati alla mtb»

Massimo Cipriani, presidente della commissione fuoristrada «Servono continuità e formule nuove: pensiamo ai giovani»

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La provincia di Modena soffre di una lacuna agonistica nell'ambito della mountain bike: da anni ormai le grandi manifestazioni sportive dedicate alle ruote grasse latitano dai nostri confini politici, obbligando centinaia di persone a caricare il proprio mezzo sull'auto, alla volta di località più generose, almeno in termini di competizione. A rendersene conto è stata anche la Federazione Ciclistica Italiana, rappresentata in Emilia Romagna da Massimo Cipriani, presidente della Commissione Fuori Strada, organo che cura le attività di ciclocross e mountain bike, nelle sue declinazioni dal cross country, fino a enduro e downhill.

Quali sono i dati relativi ai praticanti e l'associazionismo off-road?

«La Commissione fuoristrada in questi ultimi tre anni sta lavorando molto con le società sul territorio, vantando un notevole incremento di iscritti e nuove associazioni esistenti. Questo succede grazie alla creazione di vari circuiti, realizzati all'interno della regione. La provincia di Modena, almeno per quanto riguarda la Federazione Ciclistica regionale, non si può dire stia andando benissimo: infatti non dispone di abbastanza attività, in tema di granfondo o cross country; solo una nota positiva per quanto riguarda il downhill, che a giugno ha portato a Sestola il Campionato Italiano assoluto. Per il ciclocross la questione è diversa: sono varie le società che in questi anni hanno portato ottimi risultati in comuni interessati, come Serramazzoni e Sassuolo».

Modena ha tutte le risorse per la pratica della mountain bike, perché allora non sfruttarle?

«Modena dispone di un grandissimo bacino di amatori e agonisti del settore giovanile; ci stiamo lavorando molto insieme al comitato provinciale, attualmente retto dal presidente Alessandro Ferraresi. In passato qualcuno ha provato a promuovere attività del fuoristrada ma, forse a causa dell'uso di formule non corrette, purtroppo non è stata data continuità a nessuna di queste. Noi ci stiamo impegnando per un progetto a lungo termine, che porti benefici in particolar modo al settore giovanile, attualmente ancora carente a livello agonistico».

Oltre all'adeguamento delle infrastrutture urbanistiche, cosa si può fare per valorizzare la pratica del ciclismo fuoristrada?

«Da tre anni portiamo avanti il circuito regionale Coppa Emilia Romagna, all'interno del quale sono state inserite le discipline del settore fuoristrada - ciclocross, XC, enduro, downhill - e che sta portando tanti benefici: ad esempio il 2016 vedrà la nascita del circuito di Granfondo, che ospiterà 5 manifestazioni di livello in regione, e inoltre avremo il Campionato Italiano assoluto di XC Giovani a Lugagnano (Pc). Aderire a questo circuito porta vantaggi in termini di partecipazione. Invitiamo quindi le pubbliche amministrazioni a riflettere sulle proprie potenzialità territoriali, ricordando che la pratica dello sport è il modo più sano per investire».

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