Tanta, troppa Juve: Chievo sommerso
Bianconeri a segno quattro volte, colpite anche due clamorose traverse. La squadra di Allegri resta nella scia degli azzurri
VERONA. Impressionante e devastante come un rullo compressore, la Juventus passa a Verona cogliendo la sua dodicesima vittoria consecutiva in campionato, seppellendo il Chievo con un poker secco.
Un risultato in fin dei conti risicato se si valuta la mole di occasioni e di palle gol create dai bianconeri che hanno colpito anche due legni della porta di Bizzarri. Ieri in terra scaligera si è giocata una partita impari, aperta dopo pochi minuti da Morata e chiusa dallo stesso attaccante spagnolo prima del riposo, che nel mezzo nella ripresa ha visto le reti di Alex Sandro e Pogba.
Un incontro giocato a ritmi da accademia. Allegri eguaglia così Conte e lo fa con una facilità incredibile. Tanta, troppa Juventus complice, comunque, un Chievo piccolo, troppo piccolo per essere vero. I meriti della Juve sono indubbi ed evidenti, ma anche evidenti i demeriti e le colpe di un Chievo rimaneggiato, ma arrendevole oltre misura.
Le scelte dei tecnici sono dettate dalle assenze. Per quanto riguarda la Juventus, la grande novità di Allegri è il rientro dal primo minuto, in campionato, di Alvaro Morata: lo spagnolo, in gol in Coppa contro l'Inter, prende il posto dell'acciaccato Mandzukic facendo coppia con Dybala. Nel trio di centrocampo ci sono Khedira, Marchisio, Pogba. Alex Sandro sulla corsia di sinistra mentre Lichtsteiner a destra. Un'altra novità è in difesa: al posto di Chiellini c'è Caceres. Nel Chievo, Paloschi ha salutato la Serie A per approdare in Premier League allo Swansea. Al suo posto Mpoku assieme a Inglese vista l'indisponibilità di Meggiorini.
In avvio è subito Juve. Azione sulla sinistra di Lichtsteiner tiro cross in diagonale spunta sul secondo palo Morata che anticipa Frey e batte Bizzarri. È il gol che indirizza la partita. Per reggere l'urto di una Juventus già forte e pure in vantaggio servirebbe un avversario con testa, gambe e volontà d'offendere. Identikit che non è quello del Chievo odierno. La Juventus spadroneggia e il raddoppio è più volte nell'aria e si concretizza nel finale di frazione, frutto di un'altra tambureggiante azione bianconera. Dybala dal limite vede l'inserimento di Khedira che di sinistro serve un assist al bacio per Morata che di destro deposita alle spalle di Bizzarri.
Quello che accade nella ripresa è davvero accademia. La Juve dilaga, straripa non trovando argini che la blocchino. Al quarto d'ora ecco il tris con altra azione da manuale. Dybala rifinisce per Lichtsteiner che sulla destra è imprendibile, palla a Pogba bravo a servire alla sua sinistra ad Alex Sandro che di sinistro inchioda nuovamente Bizzarri.
Per il poker è solo questione di tempo. Alex Sandro fa le prove generali cogliendo una clamorosa traversa, poi arriva l'acuto di Pogba.
Azione personale del francese che salta prima Dainelli, poi Rigoni e di destro piazza alla sinistra di Bizzarri. Nel finale altra clamorosa traversa di un Pogba sontuoso.
Una Juventus esagerata. Allegri coglie la dodicesima consecutiva e dal quattordicesimo posto in classifica dello scorso ottobre, quando la squadra, il mister e la società erano sotto processo, resta in scia al Napoli, che guida la classifica alla fine di gennaio.
Una squadra, quella bianconera, che ha mostrato una convinzione e una fiducia senza eguali.
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