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Società senza coraggio sul mercato

Puntare su giovani italiani con un occhio al bilancio è una strategia nobile, in questo senso il Sassuolo è un modello e va elogiato. Ma a gennaio, nonostante una classifica intrigante, la società...

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Puntare su giovani italiani con un occhio al bilancio è una strategia nobile, in questo senso il Sassuolo è un modello e va elogiato. Ma a gennaio, nonostante una classifica intrigante, la società ha scelto la strada più facile e meno rischiosa. Dopo un mercato estivo nel quale ci si è fatti sfuggire il centravanti ideale per Di Francesco (Zapata), nella sessione invernale non è stato fatto alcun investimento significativo per provare a rincorrere il (comunque difficile) sogno europeo, limitandosi ad un solo acquisto, il giovane Trotta, a fronte di partenze importanti come Floccari e Floro Flores. Della serie: noi all’Europa non ci crediamo, meglio pensare al futuro. Ragionamento che ci può stare, basterebbe dirlo con chiarezza. Di Francesco ha incassato e adesso diventa complicato chiedere a lui e alla squadra qualcosa in più di una tranquilla salvezza. Giusto essere lungimiranti, un po’ meno farlo investendo su dei giovani in sinergia con Juve (Sensi) e Roma (Mazzitelli). Il Sassuolo non è ancora una “grande” ma, se ha l’ambizione di diventarlo come dichiarato da Squinzi, bisognerebbe affrancarsi da certi club. Guardandoli più da “competitor” che da soci in affari. I giocatori andrebbero acquistati e valorizzati in proprio. Per poi, eventualmente, venderli senza vincoli al miglior offerente. (star)

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