Sassuolo, la frenata ha un “colpevole”: è Simone Missiroli
Con lui in campo media di 1,76 punti a partita, in sua assenza è precipitata a 0,50. Ma domenica col Palermo rientrerà
0,5 punti a partita contro 1,76 di media. Parlare di crisi per una squadra che ha di fatto già raggiunto il primo obiettivo stagionale può far sorridere. Meglio allora definire il momento attuale dei neroverdi come un brusco rallentamento al termine di una cavalcata tanto bella quanto inaspettata. Un rallentamento vistoso che, numeri alla mano, ha un “colpevole” preciso: Simone Missiroli. Che, per la felicità di Di Francesco e dei tifosi, domenica contro il Palermo tornerà finalmente in campo.
MISSILE, QUANTO MANCHI Storicamente gennaio è il mese nero per il Sassuolo di Di Francesco. Ma la tradizionale avversione all'inizio dell'anno solare nel 2016 è stata aggravata da un altro fattore. Torniamo allora ai freddi numeri, che fotograno un dato difficilmente contestabile: nelle 17 partite con Missiroli in campo per tutta la gara dal primo minuto, il Sassuolo ha conquistato la lusinghiera media punti di 1,76 a gara. Poi arriva il primo stop di Missiroli, per squalifica, e nella gara interna contro il Frosinone i neroverdi non vanno oltre al pari in rimonta. Missiroli rientra giusto a San Siro contro l'Inter (un ritorno che coincide proprio con l'ultima vittoria in campionato del Sassuolo) e poi si fa male al quarto d'ora al San Paolo nel match successivo, quando il Sassuolo conduce per 1-0: resta fuori quindi contro Napoli, Bologna, Atalanta, Roma e nel recupero col Toro. In totale, nelle sei partite in cui il Missile non è stato disponibile, sono arrivati solo 3 pareggi e 3 sconfitte, per una media di mezzo punto tondo a gara.
INSOSTITUIBILE Da 1,76 punti a 0,5: la presenza del Missile vale quindi più di un punto a partita per il Sassuolo. Esageriamo? Sì ma nemmeno troppo. Perchè, giova ricordarlo, Missiroli, fino al primo stop per squalifica, era stato l'unico giocatore sempre schierato da titolare e mai sostituito da Di Francesco. Il tecnico è il primo “tifoso” di Missiroli: gli ha affidato le chiavi della squadra nella cavalcata-promozione, ha continuato a puntare su di lui quando la mezzala reggina stentava nel primo anno in A. Una fiducia ripagata dal Missile, divenuto nel frattempo il simbolo della parabola ascendente del Sassuolo: “Lui e Magnanelli – ha ribadito di recente il tecnico – sono i due giocatori che sono cresciuti di più sotto la mia gestione”.
SIRENE PERICOLOSE E, in effetti, prestazioni del genere, replicate sul massimo palcoscenico calcistico nazionale, non potevano passare inosservate. Fiorentina e Napoli, prima delle altre, rischiavano a gennaio di strappare al Sassuolo il centrocampista: le offerte delle due big erano sul tavolo del procuratore di Missiroli prima della proposta di rinnovo della società neroverde. Alla fine Missiroli non ha ascoltato le sirene e ha scelto di restare a Sassuolo: e ora, finalmente, in vista del match di domenica, Di Francesco sa di poter contare di nuovo sull'unica giocatore davvero insostituibile.
Giacomo Gullo
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