Verdi: "Carpi, ce la giochiamo"
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Simone VerdiIl nuovo attaccante: "A Napoli senza rassegnazione. Sarri rimane il mio maestro"
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CARPI. «Sono bastati alcuni mesi all’estero per far dimenticare quello che ho fatto all’Empoli, questo per me è un nuovo inizio»: ha le idee chiare Simone Verdi, uno degli ultimi acquisti del mercato invernale del Carpi. «Già in estate la dirigenza biancorossa mi aveva cercato, poi però abbiamo preso strade diverse. Io ho preferito andare in Spagna, all’Eibar, e il club ha così valutato altre soluzioni. Quando è stato il momento di tornare in Italia non ci ho pensato due volte, mi sembra doveroso venire proprio qui…». Si diceva dell’Eibar, una piazza che somiglia molto a quella carpigiana: «Effettivamente è così. Una piccola città che da poco si è affacciata al calcio che conta e una proprietà che vuole fare bene al cospetto di grandi avversari». Tra società basca e sostenitori biancorossi, Guidati dal Lambrusco in particolare, nei mesi scorsi si era creato un rapporto che si può tranquillamente definire epistolare. Il tifo caldo biancorosso, infatti, chiese “aiuto” alla dirigenza spagnola che era riuscita a portare nel piccolo stadio cittadino un campionato di livello come la Liga. La stessa impresa che, però, non è poi riuscita in quel di Carpi: «Giocare in quel campo – racconta Verdi che con gli “armeros” ha collezionato una decina di presenze – è importante per la squadra. L’impianto è davvero piccolo, se dalla bandierina del corner allunghi la mano quasi puoi toccare i tifosi. C’è un bel clima e poi i baschi sono appassionati e così affondare l’Eibar in casa non è semplice anche per formazioni blasonate». Dunque si ritorna in serie A e alla corsa dei biancorossi verso la salvezza: «Ho visto le partite contro Sampdoria, dalla tribuna, e Palermo, dal campo. Devo dire che la squadra è viva e che in tutte e due i casi meritava molto di più». Ora impresa impossibile o quasi contro il Napoli di un certo Maurizio Sarri: «Domenica lo rivedrò con molto piacere, c’è un rapporto particolare. E’ lui che mi ha lanciato ai tempi di Empoli ed è lui che mi ha inventato trequartista. Proprio in Toscana, con Sarri in panchina, mi sono trovato in una situazione simile a quella attuale: la squadra era considerata spacciata, poi però riuscì a conquistare una grande salvezza. Per quanto riguarda il mister posso dire ancora che è un grande maestro di calcio e che non a caso sta facendo bene, anzi benissimo». Toccherà ai biancorossi rovinare i piani del tecnico e del “suo” Napoli: «Sappiamo che non sarà facile, ma la nostra mentalità non deve cambiare. Dobbiamo andare su ogni campo con la voglia di strappare risultato e state certi che anche al “San Paolo” sarà così».
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