Juve-Napoli, sfida da storia del calcio
Dall’8-0 del ’27 passando per Sivori, Altafini, Baggio, Platini Maradona, Zidane e Cavani. Ora Dybala-Higuain per il titolo
ROMA. Poi ne mancheranno altre tredici. Per una volta alleati, Max Allegri e Maurizio Sarri hanno cominciato a recitare il mantra (importante ma non decisiva) per togliere tensione a Juve-Napoli di sabato a Torino, la sfida delle sfide tra le due locomotive d'Italia, la madre di tutte le partite che allo Juventus stadium terrà col fiato sospeso le due tifoserie e avrà in tv un palcoscenico mondiale. Il Napoli dal gioco alla Sacchi contro la Juve rigenerata da Allegri dopo il ricambio del mercato, entrambe stordite e zoppicanti all'inizio e poi irresistibili alla distanza. Il Napoli avrà il vantaggio di due punti, la Juve quello di ottenere il sorpasso vincendo la 15esima di fila se riuscirà a interrompere la serie di otto degli avversari. E ancora, il duello argentino tra due straordinari cannonieri: da un lato l'esperto Higuain, che con 24 gol in 24 gare e insegue il record di 35 di Nordahl nel 1950. Dall'altro, a raccogliere l'eredità di Tevez, è arrivato il talento di Paulo Dybala, 22enne artista del gol, che insegue il Pipita con 13 marcature. Ma la sfida in chiave argentina è solo una delle tante storie di Juve-Napoli. A meno di crolli clamorosi sarà il quarto testa a testa per lo scudetto e finora gli scontri diretti sono risultati decisivi. Il più celebre riguarda “core 'ngrato” Altafini, che a 34 anni nel 1975 e fissò il 2-1 regalando per due punti lo scudetto alla Juve guadagnandosi il risentimento dei suoi ex tifosi. Il Napoli di Bianchi e Maradona confeziona la vendetta nel 1987: 3-1 a Torino, e 2-1 al San Paolo con sigillo di Romano per il primo scudetto, con tre punti sui rivali. Il terzo sprint nel 2012-2013: testa a testa all'andata fino allo scontro diretto vinto dai bianconeri di Conte 2-0, poi 1-1 e il Napoli chiude secondo a 9 punti. Se le perle di Juve-Napoli sono nell'immaginario collettivo le magie di Maradona e Platini, non si dimenticano le imprese di Vinicio, Altafini, Sivori, Baggio, Zidane, Cavani. Nei decenni restano scolpite alcune immagini: incubo Napoli nell'anno della fondazione (1927) quando subisce dalla Juve un 8-0 con tripletta di Vojak, che poi diventa l'idolo di Napoli. La vendetta con due 4-1 al S. Paolo, nel 1939 anche con gol di Nereo Rocco. Tre volte Napoli in vantaggio nel 1958 con doppietta di “o lione” Vinicio, tre volte raggiunto, poi Bertucco fissa il 4-3 e il comandante Lauro improvvisa una processione in campo. Quindi si prende la scena Sivori: tris in un 4-2 del 1960 e in un 4-0 al San Paolo. Dopo gli anni '70 arrivano Maradona e Platini: Roi Michel segna due volte nel 1984; Diego risponde con una magia su punizione che fissa l'1-0 nel 1985. Spettacolo ed emozioni non finiscono: doppio Baggio nel 3-1 del 1992. Zidane confeziona un pari nel 1996 e una vittoria esterna per il 2-1 nel 1997. Dal purgatorio della B, entrambe tornano presto protagoniste. Canta Napoli per tre successi di fila dal 2009: 3-2 a Torino con doppietta di Hamsik, 3-1 al San Paolo decisivo Quagliarella, 3-0 con tris di Cavani. E poi ogni incontro è show fino al 4-2 in Supercoppa 2012 col Napoli assente nella premiazione a Pechino dopo una gara al veleno. Poi la Juve decolla e il Napoli non vince più. Ma che possa essere una stagione diversa il Napoli lo assapora nell'andata: 2-1 firmato Insigne e Higuain.
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