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Salta l’antidoping, squalificato 14 mesi

Salta l’antidoping, squalificato 14 mesi

Pallamano. È Vito Vaccaro, giocatore di Terraquilia e della Nazionale. La società: «Colpa di un problema burocratico»

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CARPI. Un anno e due mesi. È la sanzione inflitta a Vito Vaccaro dal Tribunale nazionale antidoping. La società è pronta a fare ricorso, ma di fatto la stagione dell’atleta è conclusa. L’ala sinistra della Terraquilia e della Nazionale è stato squalificato fino al 7 aprile 2017 dalla Prima Sezione del Tna. Dal testo del Comitato olimpico nazionale italiano si evince che si tratta di “mancata reperibilità”. Il primo richiamo è all’articolo 2.4 delle normative sportive antidoping. Il testo fa riferimento a una “violazione delle condizioni previste per gli atleti che devono sottoporsi ai controlli fuori competizione”. I casi includono “la mancata presentazione di informazioni utili sulla reperibilità e la mancata esecuzione di test”. Il secondo passaggio è al punto 4.3.3 della normativa. Cosa prevede? Un periodo di squalifica di due anni, “con possibilità di riduzione a un periodo minimo di un anno a seconda del grado di colpa dell’atleta”. Nessuno sconto per violazioni di agonisti “il cui comportamento sia caratterizzato da cambiamenti all’ultimo momento relativi alla loro reperibilità ovvero la cui condotta induca a sospettare fortemente che l’atleta stesse cercando di evitare di rendersi disponibile per lo svolgimento di controlli”. Eventualità nemmeno considerata dalla società di via Peruzzi. Il Carpi della pallamano denuncia un «problema di burocrazia che ci costa una delle nostre colonne». Quali sono i margini legali? «Tra trenta giorni riceveremo la motivazione - spiega Emilio Bonfiglioli, vicepresidente biancorosso - e da allora avremo 20-30 giorni per fare ricorso. Se andrà male andremo fino al Tribunale di Losanna». Cos’è successo? «C’è stato un errore formale nella compilazione dei documenti - aggiunge il numero due del club - in un sito della Federazione che ora è stato chiuso. Doveva compilare che era residente ad Alcamo e domiciliato a Carpi. Ha sbagliato a compilare il modulo, ma non gli erano state spiegate le conseguenze. Abbiamo fatto un ricorso quando l’abbiamo saputo a settembre. Siamo arrivati anche al processo. Ora vediamo cosa succede per i 26 atleti deferiti dell’atletica leggera…». La Federazione italiana, nel 2014, aveva diminuito il periodo (da diciotto a dodici mesi) sui “whereabout”, il punto al centro della vicenda. «La Figh avrebbe dovuto seguire l’atleta - attacca Bonfiglioli - invece ha detto “arrangiatevi”. Al terzo errore nella compilazione ha detto che “non conta niente”, invece ci costa una delle nostre colonne. Ai controlli antidoping chi si droga prende sei mesi…». Vaccaro dovrà pagare 378 euro. «Anche se vinceremo il ricorso - conclude il vicepresidente - su chi ci potremo rivalere?».

 

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