Un buon Castelfranco regge un tempo poi il Parma se ne va
Serie D. Sotto d’un gol dopo 19’ i ragazzi di Chezzi ci provano Grande occasione per Rolfini. Poi i crociati ne fanno due
PARMA. Una partita senza storia sulla carta e, alla fine, con una fragile trama anche sul campo: contro il Parma, il Castelfranco ha fatto la sua onesta prestazione, ma, in svantaggio dopo poco, è ceduto con il passare del tempo, alzando bandiera bianca nella ripresa. Nei primi 45', la squadra di Chezzi ha retto il colpo e, oltre a difendere con ordine, non ha rinunciato ad attaccare in contropiede, riuscendo a creare qualche ottima occasione. Nella ripresa, invece, Baraye ha ipotecato i 3 punti, con Melandri che li ha definitivamente sigillati. Il Castello, dopo aver respirato l'aria di una piazza che merita ben altre categorie, dovrà tornare al campionato 'normale', cercando gli ultimi punti salvezza già a partire da domenica prossima. Per la trasferta al 'Tardini', mister Chezzi recupera Gibertini, Rolfini, Martina (subito titolari) e Cortese (in panchina); manca, però, Laruccia, che, essendo un classe '97, viene sostituito dal coetano Budriesi. A centrocampo, qualche accorgimento tattico viene fatto: Spadafora spesso si abbassa a sinistra in copertura, permettendo a Martina di cercare anche spazi centrali, con Marmiroli che arretra a protezione della difesa. Quest'ultimo ha, infatti, il difficile compito di occuparsi di Corapi, che, muovendosi da vertice alto del rombo di centrocampo del Parma, galleggia tra le linee, ispirando il tandem offensivo Baraye-Longobardi. È a sinistra, però, che il Castello va presto in apnea, a causa della spinta di Ricci e, proprio da questa parte, nasce il vantaggio. È il 19', quando Marmiroli rinvia male, con Corapi che ne approfitta e, da un suo tiro-cross deviato, Baraye sovrasta Budriesi, incornando in rete. Nonostante il forcing locale e lo svantaggio, il Castello continua a difendere con ordine e cerca di combinare qualcosa, grazie alle accelerazioni brucianti di Martina. Proprio da una sua discesa, conclusa con un bel destro, Zommers è costretto alla deviazione in angolo. L'occasione migliore per il pareggio, però, arriva su un'azione confusa: dopo un batti e ribatti, Rolfini in area viene toccato da un avversario, prima di concludere comunque in porta. Il Parma invoca il fuorigioco, mentre il Castello reclama il rigore: l'arbitro non sente nessuna delle due campane e fa proseguire.
Appena i modenesi si sbilanciano un minimo o commettono qualche ingenuità, il Parma è pronto a fare male. Così, ad inizio ripresa, i padroni di casa collezionano (e falliscono) 2 ottime occasioni e, al 59', sfruttando una palla persa di Biagini, affondando il coltello: cross di Longobardi ed incornata di Baraye, per il raddoppio. Nel finale, Melandri, appena entrato, mette anche il suo nome a referto, chiudendo il match.
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