La zona Europa più lontana: 8 punti
Scavalcati dalla Lazio, i neroverdi sono scivolati all’ottavo posto in classifica
La vittoria del Milan nel lunch match contro il Genoa, oltre al largo successo della Lazio contro il Verona nel primo anticipo di questa ennesima giornata-spezzatino di serie A, ha ricacciato indietro il Sassuolo in classifica (ottavo posto, con i biancocelesti dell’ex tecnico neroverde Stefano Pioli saliti al settimo) e soprattutto nella lotta per l’obiettivo (o meglio, non obiettivo a sentire società e tecnico) Europa, ora distante ben 8 lunghezze. E’ sempre stato chiaro che arrivare sesti e puntare all’Europa League sarebbe stato non difficile ma difficilissimo, ma è anche vero che il Sassuolo quel sesto posto lo ha occupato per tutto il girone di andata e dunque non per una fugace apparizione. Per dirla con un esempio modaiolo in questi giorni (ma tutto sommato calzante) sarebbe come se il Leicester di Claudio Ranieri non avesse modificato gli obiettivi di inizio stagione (guarda caso ancora una salvezza tranquilla) dopo essersi trovato in testa alla Premier League dopo metà stagione. Il Sassuolo, e il mercato di gennaio tutto sommato questo ha detto, ha invece scelto di non modificare obiettivi e il complicato inizio del girone di ritorno ha allontanato in modo probabilmente irreversibile qualsiasi sogno. Tre punti appena in sei partite, con i pareggi conquistati a Bergamo, contro il Palermo al Mapei e a Verona contro il Chievo, a fronte delle sconfitte di Napoli (prevedibile), in casa col Bologna (decisamente meno prevedibile) e contro la Roma rigenerata da Spalletti e passata al Mapei grazie anche all’errore dal dischetto di Berardi. I numeri dicono anche che il Sassuolo è ottavo anche per reti subite (29 fin qui) e quindi questa classifica ricalca pari pari quella ‘reale’, mentre è dodicesimo in quella dei gol fatti (sempre 29, differenza reti pari a zero) e dunque è piuttosto evidente che i limiti offensivi ricordati da Di Francesco (di cui parliamo anche a parte) sono esattamente il motivo di questa frenata. Nel girone di ritorno il Sassuolo ha messo a segno appena cinque reti (con cinque marcatori diversi Falcinelli, Berardi, Defrel, Missiroli e Sansone) e ne ha subite ben 11. Uno sbilancio di 6 gol che è costato anche il sorpasso e l’allungo dei rossoneri in classifica, fino al distacco di ben 8 punti che ormai rappresenta la parola fine sui sogni europei. Ma il campionato è ancora molto lungo e il Sassuolo, Europa o non Europa, deve rapidamente invertire la tendenza. (p.s.)
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