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Sassuolo, crisi del gol L’erede di Zaza ancora non c’è...

di Paolo Seghedoni
simone zaza
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simone zaza

Pavoletti ceduto al Genoa, Defrel non è un centravanti mentre Floccari è stato sostituito dalla scommessa Trotta

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SASSUOLO. Il gol di Simone Zaza rappresenta il sorpasso della Juventus sul Napoli e la presumibile prosecuzione del dominio bianconero sul campionato italiano, ma per i tifosi del Sassuolo rappresenta anche un misto di orgoglio e amarezza. Orgoglio perché l’attaccante lucano, in fondo, è diventato un giocatore importante proprio con la maglia neroverde nelle prime due stagioni di serie A (20 reti totali, 9 il primo anno e 11 il secondo e l’esordio con la maglia azzurra della nazionale), amarezza perché di fatto Zaza non è stato sostituito, anzi il Sassuolo ha poi ceduto altri due attaccanti a gennaio con un solo nuovo ingresso. Le scelte societarie non sono sindacabili e sono chiare: arrivi di giovani di prospettiva (e in questo Trotta è sicuramente un acquisto azzeccato, quanto lo diranno i prossimi anni) e quindi i ‘sacrifici’ di Floccari e Floro Flores possono pure starci (anche se il primo era il cannoniere del Sassuolo con 4 reti su 7 gare e il secondo aveva segnato 3 gol nelle prime 3 giornate di campionato), ma di fatto l’acquisto di Defrel questa estate è stata una scommessa non vinta appieno. Nemmeno tanto per le qualità del francese, che è un po’ incostante ma è un buon giocatore, quanto per il ruolo scelto per lui. Che Defrel non fosse un centravanti lo abbiamo rilevato da subito (e non solo noi), tanto che dopo mezzo girone di tentativi anche Di Francesco ha alzato bandiera bianca e ora Defrel è una (buona) alternativa a Berardi e Sansone sugli esterni, con Falcinelli e Trotta come opzioni centrali. Già, proprio quel Falcinelli di fatto preferito a Pavoletti (che nel frattempo sta tenendo in piedi la pericolante baracca genoana a suon di gol) ma senza esperienza in serie A, al pari del neo acquisto appena arrivato dall’Avellino. Perché quest’estate non sia arrivato Zapata, colombiano che era in testa ai pensieri neroverdi da tempo e con cui sembrava ormai tutto fatto, rimane un mistero e per questo motivo la società neroverde ha poi virato sull’ex Cesena. Il tutto mentre i bomber (anche quelli giovani o giù di lì e italiani) stanno facendo faville: di Pavoletti già si è detto, per passare a Destro (che dall’arrivo di Donadoni a Bologna ha messo il turbo), a Immobile (tornato a respirare l’aria del Bel Paese ha ritrovato il feeling col gol) senza dimenticare Paloschi, andato a cercar fortuna allo Swansea dopo un bel girone di andata nel Chievo. Giocatori che radiomercato, a torto o a ragione, ha accostato al neroverde, ma che poi sono finiti altrove. Il tutto mentre Sansone (non proprio un bomber in verità) sta segnando a singhiozzo e Berardi dopo tre stagioni strepitose sta accusando una pausa, soprattutto in zona gol. Probabilmente è ingeneroso sostenere che Zaza non è stato sostituito, di certo però i gol di Zaza, un attaccante comunque da doppia cifra, ora mancano al Sassuolo perché i nuovi arrivati e chi già c’era non stanno garantendo il numero di reti adeguato. Non è, come dice Di Francesco, che occorrerà schierare otto attaccanti, ma che bisognerà attendere il completamento del percorso di crescita di qualcuno (Falcinelli, Trotta, lo stesso Politano) e trovare magari la giusta collocazione ad altri (Defrel). Sempre in attesa del ‘vero’ Berardi.

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