La squadra e i tifosi scortati in albergo
La strage a 3 km dal palasport. Nessuna conseguenza per i modenesi. Bernardi: «Qui si convive ogni giorno con la paura»
ANKARA. Non bastava il 3-0 subito in campo da un Halkbank letteralmente “ingiocabile”: a completare la “giornata horribilis” della spedizione modenese ad Ankara hanno provveduto i curdi con tanto di autobomba fatta esplodere nella capitale turca. Bilancio provvisorio: decine di morti e oltre sessanta feriti.
«Per chi vive qui non è certo una novità - racconta Lorenzo Bernardi, mentre fa rientro a casa - Sappiamo che può capitare in qualunque momento e a chiunque, non c’è nulla da fare».
L’attacco è stato rivolto a un convoglio militare di passaggio: deflagrazione devastante, terribile, morti, feriti e immediata la mobilitazione generale della polizia e dell’esercito del “Sultano”, al secolo Recep Tayyip Erdogan.
«Alla fine della partita - continua Bernardi - ci hanno chiamato vicino agli spogliatoi, c’era il personale dell’ambasciata italiana in Turchia, che era venuta al completo per vedere la partita e ha informato me, Travica e la comitiva modenese di quanto era appena successo».
L’esplosione è avvenuta a circa 3 km. da dove stavano giocando e immediatamente tutte le vie di accesso al centro storico di Ankara sono state bloccate. Per quanto mi rigguarda nessun problema, solo un traffico divenuto ancor più caotico, ma ci sono abituato a novembre si erano fatto esplodere in due, una strage».
Bernardi si concede una battuta anche sulla partita.
«Non è successo nulla, perché chi vive di pallavolo sa benissimo che la prima partita non conta nulla. Tutto si deciderà a Modena, la Dhl era favorita prima di questo 3-0 subito e secondo me lo resta ampiamente nel doppio confronto».
Fabrizio Monari, giornalista modenese al seguito della squadra ha raccontato a Trcquanto vissuto: «Abbiamo raggiunto senza problemi l’albergo in cui alloggiamo. Un rientro più lento del previsto viste le misure di sicurezza, ma senza conseguenze. Ad Ankara, del resto, la gente è abituata a vivere situazioni del genere, autobus, locali pubblici nemmeno chiudono anche se si trovano non lontano da dove avvengono gli attentati».
Giocatori, tecnici e addetti ai lavori della Dhl partiranno stamattina alle 9.30 dall’aeroporto di Ankara per fare il loro rientro in Italia con uno 0-3 un bello spavento come ricordo.
Non ci sarà comunque il tempo per pensarci troppo, perché domenica pomeriggio al PalaPanini arriverà la Lube e in palio ci sarà il primo posto nella regular season.
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