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Dhl, la Pedrini spara a zero sulla Cev

Catia Pedrini
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Catia Pedrini

La presidentessa: "Arrivare in fondo alla Champions può costare fino a 300mila euro. E i soldi li tira fuori la società"

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Catia Pedrini è tornata sulla sconfitta della Dhl Modena sul campo dell'Halkbank Ankara, gara di andata dei playoff a 12 di Champions League. «Ankara è senza dubbio una squadra molto forte, però l'atteggiamento della squadra non è stato quello che un presidente vorrebbe vedere in campo. Perché perdere si può perdere, ma sicuramente non con questo atteggiamento. I ragazzi mi hanno detto che vogliono vincere la Champions, ma se giocano così...». E' ancora delusa Catia Pedrini per la scoppola ricevuta in Turchia dalla sua squadra, ma è ancor più delusa da chi organizza la Champions League, ovvero la Cev. La manifestazione più importante del mondo a livello di club ha molti aspetti discutibili, i quali sono stati puntualmente fatti notare dalla presidentessa di Modena Volley, che ha parlato anche dell'attentato ad Ankara. «C'era mio figlio ad Ankara con la squadra. Sono rimasta nel terrore finché non sono tutti arrivati sani e salvi a Bologna il giorno dopo. A mio parere ci sono delle responsabilità da parte della Cev, perché la sicurezza è imprescindibile. Non si può non valutare il fatto che squadre intere siano costrette ad andare a giocare in luoghi dove avviene un attentato al giorno e si tirano le bombe. La Cev, inoltre, organizza la Champions League che è completamente a carico delle società, paghiamo tutto noi. Se uno arriva in fondo alla Champions i costi per una società sono tra i 250.000 e i 300.000 euro, più gli eventuali premi che in caso di vittoria devo ai miei ragazzi. Noi viaggiamo su compagnie low-cost, mentre gli arbitri, che sono completamente a nostro carico, possono volare solo su aerei di linea. Inoltre è l'unica competizione di questo livello dove la final four viene automaticamente assegnata ad una squadra prima della fase ad eliminazione diretta, purché si faccia carico dei 500.000 euro dell'organizzazione. Soldi che ovviamente si tiene la Cev. Credo sia una cosa profondamente antisportiva». La chiusura è sulle condizioni di Petric. «Questo calendario è una guerra che si gioca sulla pelle dei giocatori. Io avevo supplicato Grbic di lasciare a casa Petric per il torneo preolimpico. Alla fine lo ha portato e la situazione di Nema attualmente è questa».

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