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Ngapeth: chiesti tre mesi e 3000 euro di multa

di Francesco Cottafava
Ngapeth: chiesti tre mesi e 3000 euro di multa

La sentenza del giudice solo lunedì 4 aprile Se condannato beneficerà della condizionale

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Tre mesi di carcere con la condizionale e una multa di 3000 euro. E’ questa la richiesta del “Tribunal de Grande Istance” di Parigi per la presunta aggressione di Earvin Ngapeth ad un controllore ferroviario, avvenuto nello scorso mese di luglio. Il giocatore della Dhl Modena si è recato in Francia ieri mattina, subito dopo la partita di Superlega contro la Lube Civitanova, e farà rientro in Italia già quest’oggi, per poter scendere in campo contro la Sir Safety Perugia nell’importantissimo turno infrasettimanale di campionato che si giocherà domani sera. Ngapeth sarebbe dovuto essere giudicato lo scorso 2 novembre, ma il suo avvocato Hugues Bouget aveva richiesto il rinvio perché il martello era impossibilitato a presenziare per impegni sportivi. La storia è oramai nota e risale al 21 luglio 2015: Earvin Ngapeth, fresco di trionfo in World League con la sua nazionale e premiato miglior giocatore della manifestazione, è stato accusato dalla SNFC (la Société Nationale des Chemins de fer) di aggressione nei confronti di un controllore ferroviario della linea ad alta velocità, per la precisione il controllore del treno in partenza dalla stazione parigina di Gare di Montparnasse in direzione Bordeaux. Ngapeth avrebbe cercato di fermare il TGV per aspettare alcune persone che erano con lui, tra cui il fratello, che erano in ritardo per la partenza, per poi aggredire fisicamente il controllore dopo la risposta negativa di quest’ultimo. Il fuoriclasse transalpino si è sempre dichiarato innocente, ma Il “Tribunal de Grande Istance” ha dichiarato colpevole Earvin Ngapeth per aver cercato di ostacolare la circolazione del treno e per aver effettuato violenza contro il controllore, richiedendo una condanna di tre mesi di reclusione più il pagamento di 3000 euro di multa. Il giocatore della Dhl avrebbe riferito alla corte che in quell’occasione era molto arrabbiato, ma in che nessun modo ha colpito il controllore, dichiarando che voleva semplicemente tornare a casa e che il controllore gli avrebbe detto «con te è sempre la stessa storia».

Il Presidente della Corte, però, ha sollevato diverse perplessità sulle parole di Ngapeth, chiedendo al francese come è possibile che il controllore abbia riportato un forte trauma facciale, un occhio nero e una ferita all’arcata sopraccigliare, senza che gli sia stata sferrato un pugno. La sentenza definitiva è fissata per il 4 aprile e, con tutta probabilità, Ngapeth farà ricorso se la decisione sarà sfavorevole nei suoi confronti.

Il suo avvocato, però, rimane convinto che possa fare assolvere il suo assisto perché, «nelle quattro versioni rilasciate dagli agenti emergono versioni differenti – ha sostenuto Hugues Bouget - con tante incongruenze e contraddizioni».

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