Il caso Totti? Come una serie tv, tutta da vedere»
Del Piero, compagno in azzurro ai Mondiali, non si sbilancia sul clamoroso dissidio in casa della Roma
INVIATA A MILANO. Il sorriso è quello di sempre, il viso pacioso, da bravo ragazzo. La pacatezza e l’allergia alle polemiche di Alessandro Del Piero - merce rara di questi tempi - emergono nette e chiare quando dice, sorridendo: «Il caso Totti… potrebbe essere una serie tv, di quelle tipo Vynil, che rimane ancora tutta da vedere».
Poi però il campione del mondo 2006 si fa serio e aggiunge: «Sono atterrato solo tre ore fa, non ho ancora avuto modo di sentire Totti. Ma non è vero che, quando un calciatore che ha rappresentato una bandiera lascia la squadra, con la società debbano esserci per forza problemi. Basta guardare il caso di Javier Zanetti all’Inter, che è uscito di scena nel migliore dei modi ed è ancora oggi in carica come vice presidente dell’Inter».
Un esempio calzante. Non si può dire la medesima cosa dello stesso Del Piero: quando nel 2012, dopo 705 presenze e quasi trecento gol in oltre dieci anni di Juventus con la fascia da capitano, ha lasciato la squadra presieduta da Andrea Agnelli, non furono proprio tutte rose e fuori. Come non lo sono ora per Francesco Totti, il cui caso è esploso domenica scorsa quando il giocatore, dopo essersi sfogato in tv, è stato costretto a guardare la sua Roma dalla tribuna, senza scendere in campo, a causa dello scontro con l’allenatore Luciano Spalletti e con la stessa società. Del Piero non entra nel merito della questione e getta acqua sul fuoco. «È un argomento complesso, che meriterebbe un approfondimento» conclude.
Il campione, ospite di Sky a Milano in occasione della presentazione della nuova offerta Sky Box Sets, parla anche della sua Juventus: l’affetto è grande e Alex si lascia andare. «La squadra la vedo bene e anche l’ultimo pareggio con il Bologna lo trovo normale, ci può stare», dice il giocatore di Conegliano, 41 anni. Quanto alla Champions League, «all’inizio le previsioni sulla prestazione della squadra erano diverse perché il girone era molto complesso, ora invece a distanza di tre mesi, credo che la Juve abbia acquistato compattezza e che abbia tutte le carte in regola per emergere».
Ma cosa c’è nel futuro di Del Piero? Lui che è reduce dalle esperienze nei campi di Sydney e Delhi Dynamos, ora è sempre più presente in Italia, lascia la porta aperta al ruolo di seconda voce delle telecronache delle partite, giù sperimentata ai Mondiali in Brasile: «Se mi piacerebbe fare il commentatore a Sky? Per il momento sono felice del ruolo che ho a Sky, poi si vedrà. Quanto alla possibilità di sedermi sulla panchina di un club, per ora non è il mio obiettivo, adesso non ci penso ad allenare».
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