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Levizzano-Valsanterno, una partita comica tra i dilettanti

Un arbitro di calcio
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Un arbitro di calcio

L'arbitro non conosce il regolamento di Coppa: la gara finisce, gli atleti se ne vanno e dopo un'ora sono richiamati per calciare i rigori

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LEVIZZANO. Levizzano-Valsanterno di mercoledì sera, valida per il gironcino delle finali di Coppa di Seconda, potrebbe entrare di diritto tra le partite più lunghe della storia del calcio, i giocatori infatti hanno dato inizio alle ostilità alle 20.45, ma sono riusciti ad abbandonare l’impianto solo a mezzanotte passata. Quale il motivo di questo ritardo? Presto detto. Al novantesimo la partita è terminata 1-1, il regolamento di Coppa prevede, in caso di parità, i calci di rigore per determinare chi gioca la seconda partita del girone a tre contro il Pontelagoscuro. Ma il direttore di gara, non sapendo questa norma, al triplice fischio manda tutti a fare la doccia, salvo poi dopo un ora, con tutti i giocatori già cambiati e in viaggio verso casa, richiamare tutti in campo perché si devono calciare questi benedetti rigori. Potrebbe sembrare una scena di un film del buon Fantozzi, ma quanto successo ieri al termine della partita, del gironcino delle finali di Coppa di Seconda, Levizzano-Valsanterno non è opera del maldestro ragioniere, bensì dell’arbitro Ales di Bologna. «Una situazione che ha dell’incredibile – racconta un esterrefatto Tiziano Galeotti, presidente del Levizzano – in tanti anni di calcio non mi è mai capitato di vedere qualcosa di simile. Iniziamo dalla partita. Un bellissimo match tra due squadre forti che si rispondevano colpo su colpo, l’arbitro stava arbitrando anche bene, fino al recupero. Quando un nostro giocatore al limite dell’area riceve palla e tira, dopo una deviazione la palla sta per entrare in porta e il direttore fischia la fine non assegnandoci di fatto il gol. Ma è riuscito a combinare di peggio. Al termine della partita mi avvicina il ds del Valsanterno dicendomi che secondo lui da regolamento si devono calciare i rigori, così andiamo a chiedere lumi all’arbitro, il quale ci risponde che lui è stato avvisato all’ultimo per sostituire un direttore di gara malato e che nella mail non si parlava di rigori. Quindi tutti i ragazzi vanno negli spogliatoi per cambiarsi e tornare a casa, ed ecco chbe dopo quarantacinque minuti dalla fine della partita l’arbitro chiama tutti dicendo che si devono calciare i rigori. Tra l’altro il Valasanterno doveva farsi un’ora e mezza di corriera per tornare a casa, ed un giocatore con la propria auto era già in viaggio. A questo punto le due squadre si tornano a cambiare, riaccendiamo i fari del campo, e alle 23.40 ci apprestiamo a battere i rigori, con il direttore di gara poi ha dato il via libera al prima rigorista con un “vai”. Allibito gli chiedo perché non abbia usato il fischietto, al che lui si precipita negli spogliatoi dove lo aveva dimenticato, incredibile, tra l’altro inizialmente aveva preteso una lista di sei rigoristi ed in caso di oltranza avrebbe fatto tirare sempre questi sei. Terminati i rigori, che hanno visto il Valsanterno spuntarla per 5-4, a mezzanotte inoltrata siamo poi riusciti a tornare a casa. Non mi pronuncio ancora ma stiamo pensando sulle decisioni da prendere in merito a questa farsa».

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