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Il Carpi non sa vincere e spreca un altro jolly

di Fabio Garagnani
Il Carpi non sa vincere e spreca un altro jolly

Lasagna si mangia l’1-0, Verdi dal dischetto recupera l’Atalanta

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MODENA. I novanta minuti del Braglia finiscono in pareggio e sono quasi un deja vu della partita col Palermo. Anche allora una gara decisiva per impantanare gli avversari nella lotta salvezza, oltre che per guadagnare punti e morale. Come un mese fa, il Carpi va in svantaggio, rimedia su rigore e recrimina per un episodio che avrebbe potuto cambiare il corso della storia. Quello della partita, certo, ma anche quello di un campionato in cui le occasioni sprecate iniziano a diventare tante, e il tempo per rimediare sempre più ridotto. Questa volta, l'errore lo compie Lasagna, solo davanti a Sportiello. Controllo maldestro e vantaggio sfumato quando si era ancora sullo 0-0. Il pareggio su rigore di Verdi ha almeno il pregio di tenere viva la fiammella, ma l'ossigeno inizia a mancare.

Carpi d'arrembaggio

In avvio, c'è più di una sorpresa nell'undici proposto da mister Castori, che disegna un Carpi a trazione offensiva: ci sono due punte di ruolo, Mbakogu e Lasagna; in difesa Letizia prende il posto di Zaccardo a destra con Poli dalla parte opposta; a centrocampo Martinho sostituisce Pasciuti, non ancora al top della condizione. Dalla panchina rimane fuori Daprelà. Mister Reja risponde con un attacco a tre: Pinilla centrale, D'Alessandro a sinistra e Diamanti a destra. Nel ruolo di metronomo l'olandese De Roon. Le due sanno di giocarsi una bella fetta del loro campionato. Una sconfitta avrebbe la forza di un'onda letale per i padroni di casa, viceversa spingerebbe gli ospiti direttamente nelle sabbie mobili della lotta salvezza. Il combinato di questi fattori è una partita giocata su buoni ritmi e sempre sul filo dei nervi, con molti errori da una parte e dall'altra. Le rare fiammate arrivano dai duelli individuali, con Letizia contrapposto a D'Alessandro e Bellini a Di Gaudio. Rimangono episodi circoscritti, e non originano mai occasioni da rete. La partita fila così via senza emozioni. A meno che tali non si considerino un paio di cross di Diamanti, una punizione di Lasagna alta sopra la traversa e il ponte di testa di Masiello. La vera occasione per sbloccarla capita sui piedi di un biancorosso e nasce da un grossolano errore di rinvio di Paletta: al 27' svirgola la verticalizzazione di Mbakogu, e lascia che Lasagna si involi solitario verso Sportiello prima di incespicare sulla palla e lasciare che il portiere bergamasco raccolga tra le braccia. La prima frazione di gioco è tutta qui. Prima del fischio finale c'è tempo solo per le proteste del Carpi per una trattenuta in area di Bellini su Gagliolo e per l'infortunio di Martinho, costretto ad uscire dal campo per un problema muscolare. Lo sostituisce Pasciuti.

Un brusco rientro

Il rientro in campo è una doccia fredda per i padroni di casa. Dopo sette giri di lancette, D'Alessandro decide che è venuto il momento di vincere definitivamente il duello con Letizia: ruba palla poi punta il fondo crossando teso sul secondo palo dove Kurtic arriva puntuale in scivolata in anticipo su Poli. La reazione c'è, ma la manovra è confusa. Un bel cross di Letizia solo sfiorato da Mbakogu e un dribbling a rientrare di Di Gaudio concluso con un destro tra le braccia di Sportiello. Al Carpi serve di più e mister Castori va alla ricerca di forze fresche inserendo Verdi e Mancosu togliendo Di Gaudio e Lasagna. In quest'ultimo caso il Braglia non gradisce e fischia il cambio. Tra qualche minuto capirà quanto sbaglia perché proprio Verdi diventerà il catalizzatore di quasi tutte le azioni offensive biancorosse.

Carpi ritrova il capocannoniere

La risposta di Reja arriva in mezzo ai cambi di Castori e mette il Carpi di fronte a quello che è tutt'ora il giocatore ad aver segnato più gol nel suo campionato: Borriello. Esce uno spento Pinilla. Anestetizzato al centro, dove la difesa bergamasca è sempre in anticipo sugli attaccanti, il Carpi cerca sbocchi sulle fasce e lo fa soprattutto a sinistra, dove Verdi riesce a trovare tempo e modo per mettere in area due cross interessanti. Nessun compagno ci arriva. Poi sale in cattedra Borriello, forse confuso dalle maglie biancorosse: prima sfiora l'autogol sul corner battuto da Verdi, poi sugli sviluppi dell'angolo successivo tocca Poli in area. Il contatto è dubbio, l'arbitro è vicino e assegna il rigore. Sul dischetto va Verdi che spiazza Sportiello e riporta tutto in parità. Sul finale sono gli ospiti ad avere più gamba, ma non succede niente, né da un parte né dall'altra. Finisce così, e a sorridere è solo l'Atalanta.

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