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Diavolo d’un Sassuolo, l’Europa è a tre punti

di Stefano Aravecchia
Diavolo d’un Sassuolo, l’Europa è a tre punti

Milan affossato da Duncan e Sansone, Di Francesco “strega” Galliani

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REGGIO. “Ricordatevi di osare sempre. Orgogliosi di voi”. Esponendo questo striscione gli ultras di curva nord hanno salutato l’ennesima impresa dei neroverdi ammazzagrandi. Dopo Juve, Napoli e Inter anche il Milan si è inchinato alla legge del Sassuolo, autentica bestia nera dei rossoneri. Un successo meritato – il terzo consecutivo- che profuma d’Europa, frutto di giocate di qualità e di un’eccellente condizione fisica. Troppo per un Milan in partita solo fino al gol di Duncan. Cioè 27 minuti, dove ha creato molto ma concretizzato zero. Se Berlusconi aveva ancora un dubbio su Di Francesco ieri se l’è tolto, e con lui Galliani (“è un allenatore da top club, è uno che insegna calcio” - le parole dell’ad rossonero che suonano come un’investitura). Il tecnico neroverde ha preparato la partita ai limiti della perfezione, ennesima dimostrazione di quanto sia pronto per la panchina di una grande. Niente contro Mihajlovic, ma nella sfida tra allenatori non c’è stata partita. Tatticamente organizzato e fisicamente al top, il Sassuolo - superata senza danni la tempesta iniziale - ha sfoderato una prestazione mostruosa sotto tutti i punti di vista e, nemmeno una volta rimasto in dieci, ha sofferto. Calcio bello e redditizio quello prodotto da Magnanelli & C. che accorciano a 3 lunghezze il distacco dalla zona Europa League. Poltrona occupata da quel Milan uscito con le ossa rotte dal Mapei Stadium dove, in tre partite da quando il Sassuolo è in A, ha raccolto solo sconfitte.

Sassuolo bello e brillante

Superato il momento di flessione fisico, nelle ultime settimane la squadra ha ritrovato brillantezza per il rush finale, accompagnata dalla consapevolezza di potersi giocare fino alla fine un posto in Europa. Un traguardo da ieri un po’ più possibile: il successo sul Milan ha convinto anche i più scettici che il Sassuolo può davvero sognare. I neroverdi hanno aumentato il vantaggio sulla più immediata inseguitrice (la Lazio è a – 6) e vede sempre più vicina la sagoma a strisce rossonere. Venerdì esame di laurea per il Sassuolo, atteso allo Juventus Stadium. Ma anche un’eventuale sconfitta nulla pregiudicherebbe: la volata per l’Europa durerà fino all’ultima di campionato.

Gol al primo tiro in porta

Che quella di ieri sarebbe stata una domenica memorabile per il Sassuolo lo si è intuito fin dalla mattinata quando al Ricci la Primavera di Mandelli s’è presa lo scalpo della Juventus. Nel pomeriggio - davanti a 18mila spettatori - è toccato al Sassuolo “dei grandi”, disintegrare un Milan arrivato al Mapei Stadium con tante, probabilmente troppe, aspettative. I rossoneri sono stati all’altezza solo nei primi minuti, collezionando una serie di occasioni, alcune clamorose, non sfruttate da Honda, Bacca, Bonaventura e Kucka. Contro questo Sassuolo chi sbaglia, paga. Dopo 27 minuti di sofferenza, più o meno intensa, il Sassuolo sblocca il match al primo tiro in porta: schema da calcio d’angolo battuto da Berardi, velo di Sansone e sinistro fulminante di Duncan dal limite. Un gran gol che scatena l’irrefrenabile esultanza anche di Di Francesco che per qualche secondo abbandona il suo tradizionale aplomb. Il Milan di fatto esce dalla partita, e nel finale di tempo il Sassuolo spreca clamorosamente la palla del raddoppio prima con Sansone (miracoloso salvataggio di Antonelli) e poi con Berardi, murato da Donnarumma.

Dominio neroverde

Nella ripresa ci si attende la reazione d’orgoglio del Milan e invece il palcoscenico se lo prende tutto il Sassuolo. Ancora Donnarumma dice di no a Berardi mentre dopo 10’ esce l’indisponente Balotelli dopo una prestazione che definire anonima è un eufemismo. Al suo posto Menez, ma combinerà poco anche lui. Nel Sassuolo si fanno male prima Cannavaro e poi Missiroli, entrambi costretti a lasciare il campo. Nonostante ciò i neroverdi mantengono la partita in controllo e, quando ripartono, mandano nel panico la difesa rossonera. Come nel primo tempo, il minuto 27 è fatale al Milan: Berardi per Vrsaljko, che mette in mezzo dal fondo, Sansone anticipa tutti e fulmina Donnarumma. Tutto molto bello, direbbe Pizzul. Squinzi sorride, Galliani è pietrificato. Mihajlovic invece se la prende con l’arbitro, reclama per un fallo (che c’è) di Biondini su Bonaventura all’inizio dell’azione, e rimedia il cartellino rosso. L’unica sciocchezza della giornata per il Sassuolo la commette Defrel che, già ammonito, rimedia un evitabilissimo secondo giallo per un fallo a centrocampo su Bertolacci. E anche lui, come gli infortunati Cannavaro e Missiroli, dovrà saltare la Juventus.

@Star_70_

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