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Il ciclismo italiano si gode l’impresa di Ganna

Il ciclismo italiano si gode l’impresa di Ganna

Il diciannovenne di Verbania vince il Mondiale inseguimento, 40 anni dopo il trionfo di Moser

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LONDRA. Impresa storica di Filippo Ganna, che venerdì ha riportato l'Italia sul gradino più alto del podio mondiale nell'inseguimento, a 40 anni di distanza dall'ultimo titolo, conquistato da Francesco Moser a Monteroni di Lecce. A Londra è sbocciato un grande talento. Il 19enne di Verbania ha travolto il tedesco Domenic Weinstein con il suo ultimo chilometro, caratteristica di tutti i grandi campioni della specialità. Tempo finale 4'16”141 contro 4'18”476. Per il ciclismo italiano su pista è quindi il Mondiale della rinascita. Dopo anni di sofferenza, l'ultimo titolo iridato era stato quello ottenuto nella corsa a punti da Silvio Martinello nel 1997, sono arrivate splendide notizie dalla specialità regina della pista, quella che un tempo vedeva l'Italia ai vertici con campioni come Coppi e Moser. Stavolta l'oro mondiale ha il volto sorridente e pulito di Filippo Ganna, piemontese, classe 1996. Non ha ancora 20 anni (li compirà a luglio), è dilettante con il Team Colpack ma ha un futuro segnato, da tempo, come predestinato del ciclismo italiano, su pista e su strada. Ai Mondiali di due anni fa, da junior, aveva ottenuto il quarto posto nella prova a cronometro mentre lo scorso anno, al primo anno tra i dilettanti, si era laureato campione italiano inseguimento a squadre e aveva vinto 5 corse su strada tra cui la crono di Champenois, in Francia. È un «corazziere» (è alto 1.93) del nascente gruppo di giovani che stanno frequentando con successo le nazionali di Davide Cassani, Marco Villa e Marino Amadori. Si conta molto anche su Edoardo Affini, già campione europeo e quarto nella prova in linea allo stesso mondiale in cui Ganna finì quarto a cronometro, nel 2014 a Ponferrada. Venerdì il ragazzo di Verbania ha vinto l'oro nell'inseguimento individuale, un risultato che molti non pensavano possibile in così poco tempo per questo ragazzo che ha il nonno, Ambrogio, originario di Varese come Luigi Ganna, celebre per aver vinto il primo Giro d'Italia nel 1909. Ci sperava sicuramente il ct Villa, che ha schierato Filippo nella prova finale del quartetto, per provare a vincere una medaglia dopo tanti anni. L'Italia aveva fallito di poco l'obiettivo, dopo aver abbattuto il muro dei 4' nell'inseguimento a squadre ed abbassato un record italiano vecchio di 20 anni. E ora Ganna ha fatto il primato anche nell'individuale, migliorando quello che Andrea Collinelli aveva ottenuto all'Olimpiade di Atlanta 1996.

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