La miss e il calciatore, un amore nato nel pallone
Elisa Losi fa il bis a Miss Italia, Claudio Gallicchio ha giocato a Sassuolo e Carpi «Volevo una famiglia e dei bambini e ho realizzato un sogno: moglie e mamma»
Per gustarsi bene questa storia, bisogna innanzitutto uscire dagli schemi prestabiliti di qualche facile stereotipo tanto in voga tra la cronaca rosa del "Bel Paese"come di quella internazionale. Quasi un genere a sé questo, tra rotocalchi specializzati in gossip e copertine di riviste patinate, che cavalcando l'onda del successo di un binomio sempre più di moda, lo hanno eletto a nuovo re del voyeurismo non solo nostrano. Il binomio non è altro che l'ormai classico - velina, letterina, o qualsiasi altra bellissima donna del decantato mondo dello showbiz, e il calciatore, eroe del rettangolo verde ed idolo incontrastato del tifo da stadio - eppure se in apparenza il copione parrebbe scontato, è invece la realtà che ci sta dietro a sorprendere in modo piacevole e per niente banale. Perché questa è una storia in cui le copertine patinate c'entrano, i lustrini mediatici dello spettacolo pure, come i verdi prati di un campo di calcio, ma il tutto riportato ad una dimensione più "casereccia" e familiare che colpisce proprio per la sua genuinità . Una "love story" a tratti bizzarra, per la veracità che la contraddistingue, ma semplice al contempo per quel sapore di normalità che di solito manca in casi del genere. E più che un film, ricorda un cartone animato tanto caro ai ragazzi degli anni '90 come "Mila e Shiro due cuori nella pallavolo", con due differenze però. La prima che bisogna sostituire bagher e schiacciate con qualche calcio piazzato e un bel paio di tacchi a spillo, e la seconda, sicuramente più curiosa, molto ha a che vedere sul come i due protagonisti di questa storia si sono innamorati. Perché la nostra Mila, la prima volta che l'ha incontrato, non aveva la più pallida idea di chi fosse Shiro.
E Shiro d'altra parte, lontano anni luce dallo stereotipo del calciatore pieno di sé, se n'è ben guardato dallo svelare la sua vera identità sportiva. Loro per noi sono "Elisa e Claudio, due cuori nel pallone". Al secolo Elisa Losi, finalista a Miss Italia nel 2000 e nel 2003, e il marito Claudio Gallicchio, ex calciatore ed attuale allenatore degli Allievi nazionali del Carpi. E ripercorrere insieme a questa bellissima 34enne, napoletana verace ma carpigiana doc, le tappe della sua vita professionale ma soprattutto familiare da moglie e mamma, è come sfogliare l'album dei ricordi con una vecchia amica che della spocchia tipica di "chi è stato famoso" non ha nemmeno l'ombra. Partendo proprio dall'amore, nato da un aneddoto divertente proprio perché insolito. "Quando ho conosciuto Claudio lui giocava nel Carpi, però io non lo sapevo - ricorda Elisa - e lui non solo non me l'ha detto ma si è spacciato per un rappresentante di fotocopiatrici! Rido ancora a ripensarci, alla fine però Carpi è una città piccola e gli amici mi hanno rivelato chi era davvero. Da lì in poi non ci siamo più lasciati, e sebbene venissi da diverse esperienze nella moda e dalla finale di Miss Italia del 2000, il mio desiderio più grande era formare una famiglia. Tant'è che la seconda volta che ho partecipato al concorso, nel 2003, ero già mamma da un anno di Nicolò. Infine è partito il nostro tour in giro per l'Italia seguendo le orme del suo papà, perché in tanti anni di carriera da calciatore di Claudio, si è sempre spostato insieme a noi. Sarà per questo che oggi Niccolò di pallone non ne vuol proprio sapere!".
Un amore da favola "normale" quello di questa coppia semplice e "vera", suggellato infine dai fiori d'arancio nella splendida cornice del Golfo di Napoli e dalla nascita di una bambina. "Volevamo sposarci già nel 2006, ma poi l'Italia vinse i mondiali e non volevo rischiare si parlasse di calcio anche il giorno del matrimonio -scherza la Losi- così abbiamo posticipato al 2007 scegliendo Napoli non solo perché Claudio all'epoca giocava a Cava dei Tirreni, ma anche perché è la nostra città natale. Infine sette anni fa è nata Martina, che a differenza di Niccolò, è una vera patita di calcio. Infatti conosce a memoria vita, morte e miracoli della carriera calcistica di suo padre. Fa già tanti sport, ma mi sa che prima o poi me la ritrovo calciatrice…".
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
