Caos doping, gli sponsor salutano la Sharapova
In Russia è scoppiata “l'epidemia” meldonium. Dopo il caso di Maria Sharapova, infatti, sono fioccate le sospensioni per l'uso del farmaco messo al bando dalla Wada. Il medicinale, usato largamente...
In Russia è scoppiata “l'epidemia” meldonium. Dopo il caso di Maria Sharapova, infatti, sono fioccate le sospensioni per l'uso del farmaco messo al bando dalla Wada. Il medicinale, usato largamente in Russia e nei paesi dell'ex Unione Sovietica, è stato vietato a partire dal 1 gennaio del 2016 e ora iniziano a farsi sentire gli effetti dell'onda lunga. Tanto che il ministro allo Sport russo Vitali Mutko ha messo le mani avanti: «ci saranno altri casi, per la gioia dei nostri “amici”». Una dichiarazione a denti stretti che lascia intendere il nervosismo di Mosca per questa nuova sciagura per lo sport russo. Mutko ha messo in chiaro che non si tratta di «un sistema» e che si indagherà «su ogni singolo caso». «Sei mesi fa - ha aggiunto Mutko - avevamo avvertito tutte le federazioni che questo farmaco era stato incluso nella lista di quelli proibiti. Ma bisogna fare chiarezza: l'atleta non lo assume da solo. Medici, allenatori, fisioterapisti e i capi delle federazioni devono essere responsabili. La cosa più terribile è che alla fine ne risente l'atleta».
Intanto gli sponsor abbandonano Maria Sharapova. Dopo la sospensione del rapporto da parte della Nike, infatti, la svizzera Tag Heuer ha deciso di non estendere il suo contratto. La Porsche ha deciso di «cancellare tutti gli eventi in programma con la tennista fino al termine dell'indagine».
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