Luppi, l'exploit del Pirata. Il tributo a Ponzo
L'attaccante: "Sto vivendo un momento eccezionale e non voglio fermarmi. Crespo gran maestro". A La Spezia un applauso delle due tifoserie al 7' per il Muratore
MODENA. La ciurma si allarga, il pirata di una piccola fregata si ritrova leader di un vascello che viaggia a gonfie vele. “Parte della ciurma, parte della nave”, motto nato quasi per gioco in una compagnia di amici di Carpi cinque anni fa che ha trasformato Davide Luppi nel “Pirata”, sta diventando il grido di battaglia del popolo gialloblù verso la conquista della salvezza. A 25 anni, l’attaccante ha finalmente trovato la sua consacrazione, trascinando a suon di gol il Modena nel momento in cui la nave canarina cercava il proprio condottiero per non rischiare di affondare. Nemmeno la febbre riuscirà a fermarlo, perché un magic moment come quello attuale non merita di essere interrotto da intoppi fisici.
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Luppi ha evitato anche ieri di allenarsi sotto la pioggia battente, ma da questa mattina tornerà in gruppo con il mirino puntato su La Spezia, città di mare pronta ad essere assaltata dal “Pirata”: «Sappiamo di andare ad affrontare una squadra che vive un ottimo momento di forma – ha raccontato ieri – ma anche il nostro bottino nelle ultime gare non è male. Siamo riusciti a conquistare 3 vittorie importantissime, magari giocando meno bene del solito, ma quando ci si deve salvare ciò che conta è fare punti. Andremo a La Spezia per giocarcela, consapevoli che per restare in serie B servono risultati importanti anche fuori casa». Per portare a compimento la propria missione, il Modena si aggrappa prima di tutto a lui, un bomber da 7 gol e 2 assist nelle ultime 10 giornate, quasi un paradosso se si pensa al suo rendimento pregresso: «Per un attaccante tutto può cambiare in un istante, ci sono periodi in cui non segni mai ed altri come quello che sto vivendo ora, che spero possa durare il più a lungo possibile. So di non essere sempre riuscito ad esprimere il mio valore: sicuramente ho reso di più quando mi sono sentito compreso da chi mi ha allenato, giocando da esterno d’attacco o da seconda punta e non da centrocampista come mi è capitato a Viareggio o qui a Modena nella passata stagione».
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Eppure anche al suo ritorno in gialloblù la scorsa estate, dopo un prestito semestrale alla Pro Vercelli e i primi 3 gol in B, Luppi sembrava non riuscisse a sbocciare nemmeno con Crespo: «Io, però, non ho mai avuto acredini o screzi con il mister, anche la mia richiesta di fiducia e la sua risposta furono ingigantite. Se un attaccante non prende consigli da Crespo, un campione che ho potuto ammirare a maggior ragione da tifoso milanista quale sono, da chi dovrebbe farseli dare? Quando lui parla tutti abbiamo le antenne dritte, era giusto che ci schierassimo al suo fianco nel momento più buio, perché siamo noi a scendere in campo e sappiamo tutti come abbiamo lavorato in questi mesi, con serenità e grande spirito di gruppo. La svolta personale è arrivata non appena ho trovato continuità, sentito fiducia e anche le prestazioni sono migliorate. Essermi sbloccato con il Novara ha sicuramente inciso, penso però abbia dato più consapevolezza a tutti del mio valore. L’esultanza? Con i miei amici di Carpi ci ispirammo al film “Pirati dei Caraibi” per crearla, assieme al nostro motto, quando giocavo nel Portogruaro».
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