Gazzetta di Modena

Sport

Modena Calcio

Cuoghi: "Voglio la salvezza a cominciare da Modena"

di Marco Costanzini
Stefano Cuoghi
◗
Stefano Cuoghi

Il nuovo tecnico del Como: "Il mio rapporto con il pubblico del Braglia non è buono: meglio così, fischieranno me e non la mia squadra"

3 MINUTI DI LETTURA





MODENA. Un modenese sulla strada del Modena. Stefano Cuoghi, che oltre ad essere nato sotto la Ghirlandina ha vestito per 5 stagioni la maglia gialloblù da giocatore, a 56 anni ha ritrovato a sorpresa una panchina in serie B, opportunità che nella sua carriera ventennale di tecnico aveva vissuto soltanto per 8 settimane, da ottobre a dicembre del 2001, a Crotone. Cuoghi avrà il compito di provare a salvare un Como che appare ormai spacciato, ultimo della classe a 10 punti dai playout e con la bellezza di 13 rimonte subite a fronte delle sole 3 vittorie sin qui conquistate. «Se ho accettato questo incarico è perché credo che il Como possa restare in B – ha dichiarato nel corso della conferenza stampa di presentazione – e voglio che anche la squadra abbia la mia stessa convinzione: se qualcuno è demotivato me lo dica subito, prima che me ne accorga io. Non sono venuto qui a svernare, sia chiaro». Il debutto sarà di quelli molto particolari, allo stadio Braglia contro la squadra della sua città natale, della quale è anche ex, ma questo sembra essere per lui soltanto un grande stimolo, come già fece ben capire ai tempi in cui sedeva sulla panchina del Brescello pur non riuscendo a fermare la marcia trionfale del Modena di Gianni De Biasi nel testa a testa proprio con il Como: «Per questioni che risalgono agli anni Ottanta, quando tornai a vestire la maglia gialloblù dopo tre stagioni al Milan, il mio rapporto con i tifosi modenesi non è buono – ha raccontato – ma questo potrà essere un bene per i miei giocatori, perché sabato almeno sarò fischiato io e non loro. Già ai tempi del presidente Preziosi avrei dovuto allenare il Como, poi non se ne fece più nulla…». La voglia di provare a mettere i bastoni tra le ruote ai canarini, insomma, non manca. Sulle corde da toccare per risvegliare la propria squadra le idee sembrano essere altrettanto chiare: «Ho visto il Como solo in televisione, per cui non posso esprimere un giudizio a 360 gradi, men che meno sono un tecnico che telefona ai suoi predecessori per capire quale sia la situazione generale. Voglio parlare con i giocatori, capire anche da loro cosa non vada ed esprimere la mia fiducia nel poter raggiungere la salvezza. Dal mio punto di vista serve maggiore intensità, troppe volte la squadra è stata rimontata e questo non dovrà più accadere, continuando ad aggredire l’avversario e a non concedergli spazio anche dopo il vantaggio. Parlare dell’aspetto tattico è prematuro, di certo ho sempre prediletto la difesa a tre». Cuoghi troverà sulla panchina del Modena un ex campione che, come lui, ha scritto le pagine più importanti della storia del Parma: il tecnico modenese vinse la prima Coppa Italia e l’unica Coppa delle Coppe conquistate dai ducali, l’argentino una Coppa Uefa e una Supercoppa Italiana oltre alla Coppa Italia.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google