Giorgia Ruffilli: «A Barcellona una prima volta indimenticabile»
Correre la Maratona di Barcellona è un’esperienza unica, di quelle che lasciano il segno. Parola dei 16.899 runners a braccia alzate sotto il traguardo di Avinguda Marìa Cristina, nei pressi della...
Correre la Maratona di Barcellona è un’esperienza unica, di quelle che lasciano il segno. Parola dei 16.899 runners a braccia alzate sotto il traguardo di Avinguda Marìa Cristina, nei pressi della splendida Plaça d'Espanya, che domenica hanno infuocato la 38ª Maratò de Barcelona.
In una domenica primaverile di sole pieno e temperatura mite, fra i diversi atleti di casa nostra al traguardo, ha avuto tanti motivi per sorridere la modenese Giorgia Ruffilli.
«Erano passati nove anni dalla mia ultima maratona – racconta emozionata la portacolori della Podistica Madonnina – E’ stata la mia prima volta a Barcellona e soprattutto il primo viaggio in aereo per la mia bimba, di cinque anni. Trovarla al traguardo ad attendermi, insieme a mio marito, è stata un’emozione che va al di là di qualsiasi prestazione sportiva».
Prestazione, per dovere di cronaca, di tutto rispetto, con un 3h36’08” di real time da applausi, che le vale addirittura il personale in carriera.
«Proprio così, per soli 20”, ma effettivamente è stato il mio miglior tempo – conferma l’atleta biancoverde classe 1975 - E’ stata la mia dodicesima maratona, ma mancavo da tanto su questa distanza ed ho potuto riassaporare molte emozioni, sin dalla partenza. Magica, con Freddie Mercury e Montserrat Caballé ad intornare “Barcelona” nel tripudio di atleti e pubblico: è stato un brivido indescrivibile».
«La gara è filata via liscia, qualche logica difficoltà dopo il trentesimo, che però sono riuscita a gestire bene anche grazie alla temperatura ideale ed all’incredibile tifo sulle strade».
Tasselli di un’esperienza da ricordare.
«Di questa manifestazione colpiscono due aspetti: la perfetta organizzazione ed il calore del pubblico. Partenza, arrivo, expo, deposito borse, tutto è concentrato intorno a Plaça d'Espanya, con una gestione senza sbavature degli aspetti burocratici e dell’attenzione agli atleti. Quello che tuttavia mi ha impressionato ancora di più è stato il calore dei catalani lungo tutto il percorso: un popolo fantastico, dal calore umano e dalla generosità immensi».
Tante immagini da mettere in fila sul traguardo.
«Il primo pensiero in assoluto è ovviamente andato alla mia famiglia – conclude Giorgia Ruffilli -alla mia bimba che mi aspettava e che non vedevo l'ora di riabbracciare. Poi ad alcune persone davvero speciali, amici barcellonesi, con i quali ho passato dei bellissimi momenti durante il weekend in Catalogna e che mi hanno incoraggiato e sostenuto prima della gara».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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