Milanetto: «Modena e Como, che ricordi»
L’eroe della Longobarda ripercorre i duelli per la A coi lariani
MODENA. Modena-Como è un tuffo nel passato, un viaggio nel tempo che riporta la mente agli inizi del Duemila e racconta di un testa a testa tra gialloblù e azzurri capace di riproporsi nel giro di tre stagioni dalla serie C1 alla A. Gioie, tante, ma anche dolori, la macchia indelebile del dramma vissuto da Francesco Bertolotti dopo l’aggressione nel tunnel del Sinigaglia da parte di Ferrigno. La Longobarda che vola in A proprio assieme ai lariani è un ricordo ormai lontano, ma sempre vivo, il più bello che ogni tifoso del Modena possa avere ancora nel cuore. Modena-Como è anche il pensiero di quell’accordo Amadei-Preziosi sfumato ai tempi della A grazie alla protesta del popolo gialloblù, che mai aveva perdonato l’allora presidente dei lombardi per aver difeso Ferrigno quel 19 novembre del 2000. Oggi Preziosi è alla guida del Genoa e tra i suoi dirigenti annovera proprio un doppio ex di Modena e Como, il primo eroe della mitica Longobarda al quale ciascuno pensi quando si parla della sfida tra le due squadre: è Omar Milanetto, uno dei grandi artefici della doppia promozione che dal 2000 al 2002 portò i canarini dalla C1 alla A. Arrivato all’ombra della Ghirlandina proprio dalla città lariana.
Milanetto, inevitabile pensare a lei alla vigilia di Modena-Como...
«Come potrei dire che questa sfida non evoca tanti ricordi anche nella mia mente? Ironia della sorte, ho appena visto Doriano Tosi al Torneo di Viareggio. Riavvolgiamo il nastro: estate 2000, all’ultimo giorno di mercato arrivai a Modena e da lì ebbe inizio un capolavoro, la scalata dalla C1 alla A con De Biasi, un’emozione che ancora oggi è bello rivivere».
L’ultima vittoria dei canarini sui lariani porta anche la sua firma.
«Eravamo al Braglia, in serie B, e finì 3-0: segnai su rigore e poi feci l’assist a Rabito per la sua doppietta. In quegli anni, a dire il vero, vincevamo spesso… Furono stagioni trionfali».
La sfida con il Como, però, è anche il ricordo del dramma di Bertolotti.
«Quello che accadde non si può dimenticare: Francesco era un punto di riferimento per la nostra squadra, avrebbe meritato di godersi appieno quella cavalcata e di giocare insieme a noi in serie A».
Tappa fondamentale per la Longobarda fu Brescello. Allenatore dei reggiani era Cuoghi, ora al Como. Sembra un film.
«Ci ho pensato appena ho letto la notizia. Beh, quella resterà per sempre “la” partita. Adrenalina, principi di infarto (ride, ndr), non si può spiegare cosa provammo quel giorno».
Oggi Modena-Como ha un sapore diverso.
«Ma al tempo stesso importante, perché ci si gioca la salvezza. Ho visto dal vivo entrambe le squadre, come dirigente del Genoa seguo anche la serie B e penso che la classifica non rispecchi i valori delle due rose. C’è comunque tempo per rimediare».
Alla guida dei canarini c’è Crespo, che lei conosce bene.
«Un amico, è stato un onore poter giocare assieme a lui nel Genoa. L’ho visto per l’ultima volta a Madrid un anno fa, ma da quando si è seduto sulla panchina del Modena ho avuto un motivo in più per seguire i gialli: Hernan ha tanta esperienza nel calcio e soprattutto passione, sono convinto che possa diventare grande anche da allenatore».
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