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Modena, non c’è limite al peggio

di Paolo Vecchi
Modena, non c’è limite al peggio

Dopo la Spezia, un altro scempio col Como che si porta suil 2-0. Inutile gioiello di Mazzarani

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MODENA. Non c'è limite al peggio. Dopo lo scempio di La Spezia, era quasi impossibile cadere ancora più in basso. Invece il Modena ce l'ha fatta. La partita della vita, quella col fanalino di coda Como che era solo da vincere per tentare di mettere altro fieno in cascina e consolidare la zona salvezza in vista di un calendario terribile, si trasforma nella più classica tragedia calcistica. Modena in ginocchio, sconfitto senza nemmeno l'onore delle armi e costretto alla gogna di veder esultare il Como per due volte sul terreno del Braglia, il fortino che aveva permesso ai gialli di Crespo di restare a galla e continuare ad inseguire la speranza di mantenere la categoria. Ma questa è la storia di una squadra ormai allo sbando, che non si regge in piedi che non può nemmeno puntellarsi su una società che non esiste. E che cammina mentre le altre corrono. Paralizzata al Picco, paralizzata ieri contro gli uomini di Cuoghi e annebbiata nella testa. Una formazione alla deriva a cui Crespo non riesce più a dare un senso, un volto, qualcosa di credibile per potere ancora coltivare una fiammella di speranza di evitare una disfatta storica che il Modena sta scrivendo con le proprie mani. Anche il fascino del Gaucho è progressivamente sbiadito e oggi sulla panchina del Modena siede una grande icona del calcio incapace, però, di rianimare un gruppo dall'encefalogramma piatto e impietosamente sulle gambe. Il Modena e Crespo sono giunti probabilmente al canto del cigno, così come il ciclo Caliendo che a questo punto non può più presentarsi a parlare di futuro, ma solo cercare di evitare che le macerie che stanno travolgendo il calcio geminiano finiscano per seppellirlo con una retrocessione in Lega Pro il cui spettro si sta stagliando impietosamente di fronte a una squadra di zombie. E poi trovare qualcuno a cui cedere in fretta la mano. Perché il Modena Calcio, comunque vada a finire, essendo la squadra ancora fuori dalla zona playout, con questa proprietà non può nemmeno pensare di ripartire.

La partita la vince Stefano Cuoghi che almeno mette un po' di anima e dà un minimo di senso tattico al suo Como. I lariani si presentano al Braglia con un 3-5-2: Scuffet tra i pali protetto da Ambrosini, Cassetti e Casasola. Bessa giostra basso a centrocampo alle spalle di Cristiani e Basha. Lanini e Madonna sono i due laterali degli ospiti che davanti presentano Ganz in coppia con Pettinari.

Il Modena è disegnato sul 4-3-3: Manfredini in porta, Bertoncini e Marzorati al centro della difesa completata a destra da Gozzi e Rubin. Bentivoglio è alle spalle di Belingheri e Crecco. Davanti Granoche supportato da Nardini e Luppi. Al 7' Scuffet esce dall'area e prende la palla con le mani: Minelli estrae solo il giallo e il Como resta in undici. Il Modena prova a fare il match ma il lavoro di Lanini e Madonna permette al Como di prendere il sopravvento in mezzo al campo dove Bessa fa il bello e il cattivo tempo a differenza del suo dirimpettaio Bentivoglio che invece non ne azzecca una. Ma nessuno dei gialli ha l'ispirazione e il primo pallone verso Scuffet lo scaglia Crecco al 24' senza nemmeno troppa convinzione. La partita dei gialli è orribile, il Como ha più gamba e idee. Al 30' cross di Madonna, Cristiani ci prova di testa, Manfredini fa il miracolo, Pettinari segna ma è in fuorigioco. Al 37' Bentivoglio per Granoche che di testa manca la porta. Sarà l'unica conclusione del Diablo che continua ad essere l'ombra di sé stesso.

Due minuti dopo ci sarebbe un rigore grande una casa su Belingheri, ma ormai tutto gira contro la formazione di Crespo che rimanda sogni di vittoria alla ripresa. Che si rivela un incubo. Al 52' Cristiani trova Ganz inspiegabilmente solo in area: palla nel sacco. 2-0 e bis lariano tre minuti dopo. Gran girata di Ganz, palo, irrompe Cristiani che mette la firma in calce alla tragedia del Modena. Dopo essersi giocato Camara e Mazzarani per Nardini e Crecco, Crespo inserisce anche Stanco per Luppi, mossa sottolineata dalla bordata di fischi del Braglia che interrompe la contestazione a Caliendo. Mazzarani su punizione accorcia al 69', ma il Modena non è nemmeno in grado di produrre un accenno di forcing. E ora il Cagliari: nonostante il ko è ancora zona salvezza, ma inutile illudersi. E’meglio cominciare a prepararsi al peggio.

@PaoloVp305

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