Da sabato cavalli in pista: ritorna il grande trotto
Il presidente Arletti: «26 i convegni, Giovanardi e Orlandi l’8 e il 15 maggio E il 26 giugno il Federnat, la manifestazione più prestigiosa per i gentlemen»
La notizia è che l'ippodromo Ghirlandina dopodomani, sabato, riapre i battenti. La gestione Arletti, giunta al terzo anno, può dire di aver superato un difficile decollo, una crisi profonda che ha attanagliato il mondo ippico e continua a imperversare ma ne è sopravvissuta e si appresta ad alzare il sipario sulla stagione 2016. Ne parliamo in un'esclusiva intervista con il presidente della Modenese, Alessandro Arletti.
Presidente, speriamo che, come dicono giù a Napoli, a nuttata sia passata…
«Noi siamo ancora qui per cui, ottimisticamente, diciamo di sì. Ma questi sono anni di crisi per tanti settori e l'ippica è uno di questi. Occuparsi di ippica, gestire un ippodromo oggi è indubbiamente una sfida. Noi l'abbiamo accettata tre anni fa, qualche risultato l'abbiamo ottenuto però c'è ancora tanto da lavorare».
Restando nell'ambito strettamente modenese, l'ippodromo ha segnato comunque alcuni punti a suo favore, ha riconquistato la fiducia dei modenesi e non è poco.
«Certo. Abbiamo scelto di cambiare rotta quando ci siamo insediati alla presidenza della Modenese puntando soprattutto sulla nostra identità. Avevamo una credibilità da riacquistare e in questo tempo credo che l'intento sia riuscito. Abbiamo portato più gente all'ippodromo, l'abbiamo riavvicinata alle corse e al mondo dei cavalli ma soprattutto abbiamo cercato una sinergia con altri aspetti dello spettacolo e dello sport».
Modena, del resto, è una città profondamente legata alle sue radici, alle tradizioni e le corse e l'ippodromo sono una di queste tradizioni, no?
«Sicuramente. L'idea di base che mi ha accompagnato quando ho deciso di occuparmi del nostro ippodromo era quella di farlo riavvicinare alla città e viceversa. Che ippodromo e modenesi ritrovassero il vecchio amore».
Intanto la stagione incombe. Sabato si inaugura. Che anticipazioni ci può dare?
«Innanzitutto la novità è che quest'anno, dopo parecchio tempo, abbiamo un calendario fissato dall'inizio alla fine e questo, anche a livello organizzativo e promozionale, ci permette di muoverci meglio. Poi abbiamo mantenuto praticamente lo stesso numero di giornate dello scorso anno, 26 contro 27 e la stessa cadenza. I sabati saranno dedicati alla stagione in diurna, le domeniche a quella notturna, compresi però i due gran premi di maggio».
Ecco, Giovanardi e Orlandi sono il fiore all'occhiello dell'ippodromo. Quando si svolgeranno?
«Il Giovanardi si disputerà domenica 8 maggio, l'Orlandi sette giorni più tardi. Ma quest'anno ci sarà un altro grande evento, il Federnat, che è la manifestazione più prestigiosa del circuito Gentlemen. Si correrà il 26 giugno».
A proposito di iniziative, c'è già grande attesa per il festival delle mongolfiere…
«Sì, sarà l'evento principale della stagione. Chi l'ha visto ne è rimasto affascinato. E in effetti credo che sia uno show altamente suggestivo e straordinario dal punto di vista visivo».
Cosa aggiungere?
«Che all'ippodromo sarà ancora potenziata l'accoglienza, ci sarà ad ogni convegno un omaggio gastronomico dedicato. Sabato, ad esempio, offriremo il gnocco fritto. Ma il nostro sforzo è stato anche a livello tecnologico. Siamo l'unico ippodromo italiano che garantisce riprese in Hd.
Quest'anno avremo anche le ragazze che gireranno tra il pubblico con l'I-pad anziché il vecchio palmare per permettere a chi vuole di scommettere con questo nuovissimo sistema. Ma ci sono tante cose da vedere e da scoprire per cui non posso che concludere invitando i modenesi a trascorrere una giornata all'ippodromo».
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