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Bergodi prova a rianimare il Modena

di Marco Costanzini
bergodi e granoche
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bergodi e granoche

I gialli attesi a Vercelli (ore 15). Il nuovo tecnico: "Sfida comunque non decisiva"

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MODENA. Scatta oggi da Vercelli il Bergodi ter, la terza avventura del tecnico 51enne di Bracciano sulla panchina del Modena a distanza di 4 anni dall’ultima volta. Il debutto per lui più difficile, dopo aver ereditato da Crespo una squadra ripiombata nei playout che è anche la più battuta e la meno prolifica della serie B, nonché la peggiore per rendimento esterno. Una serie di primati negativi tutt’altro che invidiabili da provare a cancellare in 9 gare partendo proprio lontano dal “Braglia”, in uno scontro salvezza fondamentale qual è quello con la Pro Vercelli: «Comunque vada – ha sottolineato Bergodi alla vigilia – questa gara non sarà decisiva. È chiaro che cominciare bene sarebbe il miglior viatico per rimetterci subito a correre verso la salvezza. Di fronte a noi abbiamo una grande opportunità, ma solo in partita potrò avere le prime risposte reali sulle condizioni della squadra». Discorso, quest’ultimo, che si lega inevitabilmente alla situazione trovata dal mister laziale nei suoi primi giorni di lavoro: «Ho visto una squadra un po’ giù di morale, ma non abbattuta. È normale che quando le cose vanno male l’atmosfera sia questa, l’importante è avere la possibilità e la capacità di reagire, quello che in questi pochi giorni ho visto. Parlando con i giocatori ho capito che tutti credono fermamente di potersi salvare, la rosa ha qualità per centrare questo obiettivo e la condizione fisica è comunque buona: ora bisogna tirare fuori anche in partita quelle motivazioni che possano permettere al Modena di rimettersi in rotta. La partita è l’esame decisivo, quello che attendo per capire se questa squadra, quando cambiano atmosfera e posta in palio rispetto all’allenamento, abbia un blocco o crisi d’ansia». Bergodi ha parlato anche di modulo e singoli, senza scoprire le carte sulla formazione scelta per il suo debutto: «Ho lavorato su un sistema di gioco, il 4-3-1-2, che penso possa essere il più adatto per tenere sul pezzo tutta la rosa. Per noi inizia un mini-campionato di 9 gare nel quale ci sarà bisogno di tutti e le scelte che farò per affrontare la Pro Vercelli non saranno definitive, dunque nessuno dovrà sentirsi bocciato. Ho bisogno di lavorare, di avere le prime risposte anche in partita, cercando di coinvolgere tutta la squadra e scegliendo almeno inizialmente chi penso ritengo mi possa dare maggiori garanzie sotto l’aspetto psicofisico». Vercelli e Foscarini suonano come dolci ricordi per l’allenatore di Bracciano, che al “Piola” salvò il Sassuolo nel 2004 e contro il tecnico ex Cittadella, quattro anni fa, bagnò con un successo il suo secondo debutto alla guida del Modena: «Questa volta - ha concluso - mi auguro solo di poter vedere una prestazione importante, l’unico modo per accettare meglio qualsiasi risultato».

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