Il Modena mette un amaro nel brindisi di Bergodi
Magia Belingheri, all’85’ Nardini pasticcia: pari ‘Pro’. Rigore negato al Diablo
VERCELLI. Cristiano Bergodi per Crespo: cambia il tecnico, c'è una reazione accompagnata dal sogno di rimettere il naso fuori dalla zona playout.Che il Modena coltiva fino all'86' al Piola di Vercelli: gialli avanti di un gol grazie a una prodezza balistica di Belingheri dopo averne falliti due in precedenza, Pro Vercelli in ginocchio salvata da Pigliacelli su Mazzarani. Ma quando anche le sciagure difensive sembrano concedere un attimo di tregua, ecco la nefandezza di Riccardo Nardini che in una tranquilla azione di alleggerimento sulla propria trequarti riesce a spedire il pallone sul fondoschiena dell'arbitro e a regalare una punizione alla Pro Vercelli. Sulla quale pasticciano in serie Manfredini, Bentivoglio, Granoche e Calapai: Malonga trova il guizzo, palla nel sacco, Modena dalla salvezza al quart'ultimo posto scavalcato dal Vicenza, Pro Vercelli che resta fuori dalla zona paura con due punti sui canarini. Anche Bergodi, quindi, deve fare i conti con la stramaledetta Zona Modena: se le ultime due partite fossero finite all'85', i gialli sarebbero salvi a +3 sulla linea di demarcazione tra il bene e il male. Ma questa squadra il male ce l'ha addosso e continua a sciupare occasioni su occasioni, quasi senza rendersi conto dell'enorme pericolo a cui sta andando incontro. E vaglielo dire a Sandrone che sono 9 quelli cacciati via allo scadere solo nel ritorno!
Per il suo ritorno in panchina, Bergodi sceglie un 4-rombo-2 con Manfredini tra i pali protetto Calapai, Gozzi, Marzorati e Rubin. Osuji è il vertice basso del centrocampo opposto a Belingheri, Nardini e Bentivoglio i due interni. Foscarini disegna la Pro Vercelli su un 3-5-2: Pigliacelli in porta, Budel tra Redolfi e Legati dietro e Castiglia ad agire allle spalle di Emmanuello e Scavone. Germano e Mamarella i due esterni dei piemontesi che davanti presentano Marchi e Beretta. Il match stenta a decollare, l'atteggiamento dei gialli è accettabile anche se Marzorati ci mette un quarto d'ora a capire come marcare Beretta e la palla salta da un piede all'altro come in un flipper. La Pro non fa molto meglio: chiama a giocare il Modena affidandosi alle famose ripartenze stile Foscarini e ai cross teleguidati di Mamarella. Poca roba, comunque. Al 19' Bentivoglio, che più che correre ha il passo veloce consigliato agli impiegati nella pausa pranzo, trova Osuji che serve Nardini in area, smarcato e a due passi dalla porta: la deviazione di testa è orribile e facile preda di Pigliacelli. La Pro tenta qualcosa con Marchi e Beretta, Manfredini, però, può stare tranquillo. E anche il Modena sembra esserlo nel complesso. La ripresa si apre con una clamorosa occasione per i gialli: Stanco trova Bentivoglio sul secondo palo, l'interno gialloblù deve solo metterla dentro da due passi, ma i suoi riflessi sono quelli di un bradipo anestetizzato: alla fine riesce a calciare, ma Pigliacelli è già lì, saluta e ringrazia. Il gol comunque arriva e lo realizza Belingheri al 53': il trequartista riceve proprio da Bentivoglio qualche metro fuori area e decentrato sulla sinistra: palla sul destro e missile all'incrocio sul palo lontano. Un capolavoro di rara bellezza. Il vantaggio gasa i gialli e manda nel pallone la Pro Vercelli. Foscarini si gioca tutti i cambi e passa al rombo, Bergodi inserisce Granoche per Luppi, poi Mazzarani per far respirare Belingheri. E il Pupetto ci prova subito, trova un varco centralmente nella difesa della Pro Vercelli, avanza e innesca un gran destro indirizzato all'angolino: Pigliacelli si allunga, sfiora con la punta delle dita e il possibile raddoppio diventa un angolo. Siamo al finale, la Pro riesce solo a fare un po' di pressing, ma Osuji tira su tutto e la banda del buco regge. E allora, Nardini, dopo aver sbracciato tutta la partita come un vigile urbano, decide di fare da solo. Il pallone è comodo da allargare a Rubin per innescare un contropiede. Ma il sinistro del ’Nardo’ è una mazza da baseball che non sa mai dove colpisce e invece che arrivare a Rubin, il pallone scalda il sedere a Pasqua. La Pro vola sul pallone, Gozzi per rimediare commette fallo. Punizione di Budel, Manfredini fa un mezzo passo sbagliato e fatale, Redolfi stacca su Bentivoglio in favore di Malonga che si infila tra Calapai e Granoche, pareggia e buonanotte suonatori. Anche perchè Pasqua nel recupero nega a Granoche il rigore del giorno.
@PaoloVp305
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