Gli studenti delle medie Marconi si cimentano con la disabilità
Il giocatore con la palla in mano deve rispettare le regole del gioco. Qualche palleggio e poi deve scegliere: passare ad un compagno o tirare verso il canestro. La palla è quella di sempre: di pelle...
Il giocatore con la palla in mano deve rispettare le regole del gioco. Qualche palleggio e poi deve scegliere: passare ad un compagno o tirare verso il canestro. La palla è quella di sempre: di pelle scura, color marrone, ruvida, dura, a spicchi. Quando batte in terra fa quel rumore pieno, tipico della palla da basket, che rimbomba. Il campo dove si disputa la partita è quello di sempre. Rettangolare, con cerchi, semicerchi e due canestri. Eppure, questa volta c’è qualcosa di particolare. La squadra è composta da giocatori d’eccezione, tutti sulla carrozzina. I ragazzi delle classi terze della scuola media Marconi di Modena hanno giocato secondo una prospettiva differente.
Sebbene gli studenti coinvolti non siano disabili, i professori hanno cercato un modo per sensibilizzarli su un’importante tema. «La disabilità, di qualsiasi genere, comporta delle difficoltà - ha spiegato Alessandra Fiorcari, insegnante di educazione fisica - ma anche delle potenzialità. Poter mettere alla “pari” gli studenti è l’obiettivo del progetto. Promuovere l’inclusione dei ragazzi qualunque sia la loro problematica è un ulteriore fine dell'iniziativa».
Come nasce l’idea?
«Anni fa avevamo un ragazzo sulla sedia a rotelle. Già allora era iniziata un’attività simile. Ora abbiamo esteso il progetto a tutte le materie di studio. Ad esempio con l’insegnante di educazione artistica gli studenti hanno dipinto con la bocca».
Gli alunni come hanno risposto al progetto?
«In modo positivo e con entusiasmo. Hanno chiesto di ripetere l’esperienza in futuro».
Il progetto è stato realizzato in collaborazione con Sbm (Scuola di basket Modena) che ha fornito l’attrezzatura e la consulenza di tecnici esperti. Matteo, Lucia, Alice e Nicolò ci hanno raccontato la loro esperienza. «Avevo già familiarità con il basket - ha spiegato Nicolò, studente di terza media - tuttavia non avevo mai giocato sulla carrozzina. È uno sport versatile, perciò possono partecipare anche i disabili. Mi sono divertito molto».
«Significa mettersi alla pari dei ragazzi che hanno delle problematiche - ha risposto Matteo - divertendoci assieme».
«Ho voluto dire avvicinarsi a un mondo che conoscevo - ha proseguito Alice - ma non in prima persona».
«Mia sorella - ha spiegato Lucia - è stata operata da poco, non può camminare, ed è sulla sedia a rotella. Il gioco del basket sulla carrozzina mi ha permesso di aiutarla maggiormente».
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