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basket in carrozzina

Gli studenti delle medie Marconi si cimentano con la disabilità

di Martina Stocco
Gli studenti delle medie Marconi si cimentano con la disabilità

Il giocatore con la palla in mano deve rispettare le regole del gioco. Qualche palleggio e poi deve scegliere: passare ad un compagno o tirare verso il canestro. La palla è quella di sempre: di pelle...

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Il giocatore con la palla in mano deve rispettare le regole del gioco. Qualche palleggio e poi deve scegliere: passare ad un compagno o tirare verso il canestro. La palla è quella di sempre: di pelle scura, color marrone, ruvida, dura, a spicchi. Quando batte in terra fa quel rumore pieno, tipico della palla da basket, che rimbomba. Il campo dove si disputa la partita è quello di sempre. Rettangolare, con cerchi, semicerchi e due canestri. Eppure, questa volta c’è qualcosa di particolare. La squadra è composta da giocatori d’eccezione, tutti sulla carrozzina. I ragazzi delle classi terze della scuola media Marconi di Modena hanno giocato secondo una prospettiva differente.

Sebbene gli studenti coinvolti non siano disabili, i professori hanno cercato un modo per sensibilizzarli su un’importante tema. «La disabilità, di qualsiasi genere, comporta delle difficoltà - ha spiegato Alessandra Fiorcari, insegnante di educazione fisica - ma anche delle potenzialità. Poter mettere alla “pari” gli studenti è l’obiettivo del progetto. Promuovere l’inclusione dei ragazzi qualunque sia la loro problematica è un ulteriore fine dell'iniziativa».

Come nasce l’idea?

«Anni fa avevamo un ragazzo sulla sedia a rotelle. Già allora era iniziata un’attività simile. Ora abbiamo esteso il progetto a tutte le materie di studio. Ad esempio con l’insegnante di educazione artistica gli studenti hanno dipinto con la bocca».

Gli alunni come hanno risposto al progetto?

«In modo positivo e con entusiasmo. Hanno chiesto di ripetere l’esperienza in futuro».

Il progetto è stato realizzato in collaborazione con Sbm (Scuola di basket Modena) che ha fornito l’attrezzatura e la consulenza di tecnici esperti. Matteo, Lucia, Alice e Nicolò ci hanno raccontato la loro esperienza. «Avevo già familiarità con il basket - ha spiegato Nicolò, studente di terza media - tuttavia non avevo mai giocato sulla carrozzina. È uno sport versatile, perciò possono partecipare anche i disabili. Mi sono divertito molto».

«Significa mettersi alla pari dei ragazzi che hanno delle problematiche - ha risposto Matteo - divertendoci assieme».

«Ho voluto dire avvicinarsi a un mondo che conoscevo - ha proseguito Alice - ma non in prima persona».

«Mia sorella - ha spiegato Lucia - è stata operata da poco, non può camminare, ed è sulla sedia a rotella. Il gioco del basket sulla carrozzina mi ha permesso di aiutarla maggiormente».

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