Oggi a Parigi la sentenza del processo a Ngapeth
Oggi pomeriggio il tribunale di Parigi si pronuncerà riguardo la causa che vede coinvolto lo schiacciatore della Dhl
MODENA. Oggi pomeriggio il tribunale di Parigi si pronuncerà riguardo la causa che vede coinvolto Earvin Ngapeth, lo schiacciatore della Dhl Modena. Il giocatore francese, insieme al suo avvocato Hugues Bouget, era stato ascoltato lunedì 22 febbraio presso la procura della capitale francese dopo una accusa che verteva su atti di violenza su un controllore, intralcio al traffico ferroviario e calunnie. La richiesta del Pm di Parigi per Earvin Ngapeth è stata di 3 mesi di reclusione con la condizionale e 3000 euro di multa. La vicenda è ormai nota, e risale al 21 luglio del 2015: Earvin Ngapeth aveva ricevuto da pochi giorni il premio come miglior giocatore della World League, manifestazione vinta dalla nazionale francese, e alla stazione parigina di Montparnasse è stato fermato con l'accusa di aggressione verso un controllore della SNFC, la società dei treni transalpina. Ngapeth avrebbe cercato di impedire la partenza del treno ad alta velocità per permettere ad alcuni suoi compagni in ritardo di salire a bordo, ma alla risposta negativa del controllare lo avrebbe aggredito. Il controllore ha sporto regolare denuncia dopo essere andato all'ospedale per le cure del caso. La vicenda, secondo la società dei treni francesi, sarebbe stata confermata anche dal alcuni testimoni presenti al momento dell'alterco. Ngapeth, però, si è professato sempre innocente ed estraneo all'accaduto: «La realtà è ben lontana da quanto è stato detto. É ovvio che non ho mai colpito nessuno», aveva dichiarato subito dopo l'udienza parigina, per poi aggiungere in una conferenza stampa del Pala Panini, «Non andrò sicuramente in prigione e giocherò tutti i playoff regolarmente, sono sicuro che il tribunale mi dichiarerà innocente. Sono tranquillo». Il martello francese aveva anche aggiunto che non sarebbe volato in Francia per la pronuncia della sentenza perché non era obbligatoria la sua presenza, ma semplicemente quella del suo legale.
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